Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Oggetto da scampagnata

Al pari della fissazione per stole e sciarpe, e forse anche maggiore… Come la mania per le scarpe, anzi ancora più ossessiva… Grandi, piccoli, alti e bassi, di tutte le forme e per gli usi più vari, di tinta più chiara o più scura, con il manico o senza, ma rigorosamente… di vimini: sono i cesti, la mia passione!

Ecco che in cucina li ho per le cipolle, per la frutta, per le uova fresche e per contenere il secchiello delle posate, che così si maschera; in giro per la casa, li uso come porta piante, per la biancheria da stirare e per quella sporca in attesa del lavaggio, per tenere le spazzole degli abiti e quelle delle scarpe, per la lana quando mi vien la smania di sferruzzare, o per le riviste; nel bagno, ne ho sistemato vicino al lavandino uno piccino per alcune cose del trucco e poi un altro a terra per gli asciugamani di riserva pronti alla bisogna; sulla credenza ne campeggia uno con una composizione di fiori secchi e altri scendono dalle travi come elemento di puro decoro.

Ma il cesto per eccellenza, che sta in cima alla lista, è quello che ha il potere della suggestione: il cesto del picnic! Intendo quello proprio ad hoc, con gli alloggi per tazze e bicchieri, con le fascette in pelle per bloccare piatti e posate e bottiglie, con gli spazi per i barattolini porta sale o porta spezie, e in cui si ripongono, oltre al cibo naturalmente, anche tovaglia e tovaglioli.

Appena vedo un cesto così, davanti agli occhi della mente mi appare un prato immenso e fitto, un ruscello che rinfresca l’aria calda di una giornata primaverile, alberi frondosi pronti a donare ricovero. L’armonia dei suoni della natura accarezza le orecchie e ad avvolgere il mio sogno si fanno avanti colori profumati e soffusi. I sensi si distendono e l’atmosfera si pacifica.

Insomma, il cesto del picnic è un oggetto che mi proietta immediatamente verso uno scenario gioioso… in pratica, quand’anche non dovessi organizzare una scampagnata, mi basterebbe il cesto!

Luciana Pennino

“Per fare un prato occorrono un trifoglio e un’ape,

Un trifoglio e un’ape,

E immaginazione.

L’immaginazione da sola basterà,

Se le api sono poche.”

(Emily Dickinson)