La Festa religiosa trova origine nella storia dei Maccabei, ma ha un significato più ampio, quello di esprimere pubblicamente la libertà dell’uomo di professare i propri valori.
La monarchia Siriana dei Seleucidi conquistò Gerusalemme, ponendo idoli nel Tempio e tentando di costringere gli ebrei a convertirsi al paganesimo.
La famiglia dei Maccabei anche se inferiori in numero si ribellarono. Liberarono Gerusalemme e tolsero le statue dal Tempio.
Quando entrarono nel Tempio trovarono il Candelabro costruito da Mosè per ordine di Dio, la Menorah, spento. Esso doveva ardere di Luce Sacra sempre. I Maccabei trovarono una sola ampolla sigillata di olio sacro, preparato dal Grande Sacerdote.
Essa era sufficiente per alimentare i Lumi della Menorah per un giorno. Il miracolo fu che invece di un giorno l’olio fece ardere i lumi per otto giorni, il tempo necessario per preparare altro olio sacro. Il miracolo delle Luci!
Ecco perché si accende il candelabro a nove bracci per ricordare quel miracolo. Il nono lume, il servitore, serve per accendere gli otto lumi. Una luce al giorno. L’accensione viene fatta pubblicamente ed in casa vicino alle finestre per far vedere le luci anche dall’esterno, in modo da ricordare a tutti che nessun uomo può costringere un altro uomo a credere in qualcosa che non vuole, nemmeno con la forza.

Domenica 22 dicembre alle ore 18.30 si terrà in Piazza dei Martiri la ormai consueta accensione della lampada di Channukà, organizzata dalla Comunità ebraica di Napoli.

Evento al quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Accenderemo insieme il primo lume della festa.