Sabato 21 dicembre alla libreria Vitanova (in viale Gramsci, 19), alle ore 11, l’occasione per ricordare Lucio Rufolo: pneumologo, scrittore e animatore della scena culturale campana e nazionale. Durante la mattina sarà premiato il vincitore del concorso di narrativa (prevalentemente) umoristica edita, intitolato a Lucio, e si parlerà del romanzo postumo “Piaveide” (Homo scrivens, 2019).

È molto difficile descrivere Lucio Rufolo senza tralasciare aspetti importanti della sua persona, in quanto tutto in lui era fuori dagli schemi dell’ovvio. Chiunque lo abbia conosciuto ne serba un ricordo indelebile e sfaccettato, nessuna narrazione sarà simile a un altra. È l’alchimia che distingue le relazioni autentiche: essere non replicabili.

Tante e tante volte si potrà parlare di Lucio senza esaurire gli argomenti, tante e tante volte ci sorprenderemo a ricordare un nuovo dettaglio della sua straordinaria persona.

La consapevolezza della perdita di un personaggio di un tale calibro umano, scientifico e letterario desta ancora sgomento e dolore in una collettività molto ampia che raccoglie la sanità campana, l’accademia Federico II, e soprattutto gli amici, i colleghi, i numerosi concittadini a Napoli e a Contursi, suo luogo di origine, sempre presente nei racconti e nella vita quotidiana.

Il romanzo Piaveide è tra i suoi ultimi doni, di quelli che sapeva fare soltanto lui, con la sua inesauribile capacità di costruire mondi e sorrisi.

Piaveide è un luogo incantevole che già amiamo e che abbiamo incontrato nei post del social dai post lunghi, come nelle letture e nelle anticipazioni divulgate presso i centri della sua assidua frequentazione letteraria: il Circolo Letterario Decumano dai Napolitano a Piazza Carità, l’Officina di Enza Alfano da Iocisto, il Club dei Lettori presso la libreria Raffaello e altri ancora in un elenco che comprende sedi e iniziative in tutte e due le sue città.

Lucio, ebbene, creava mondi, storie, relazioni, amicizie. Sapeva ricamare con le parole e trasportare in un altrove, sempre magico. Questo è Piaveide, la rivisitazione immaginifica della strada dove Lucio viveva – via Piave – divenuta nella sua fantasia un borgo fantastico, abitato da personaggi improbabili ma molto simili a noi, nella nostra improbabilità di esseri umani nel post- post – moderno.

E per tutti noi rimasti orfani di questa figura di gigante che si elevava potente nello squallore delle relazioni determinate dal caso o dalla noia, Piaveide è un anfratto in cui possiamo ritrovarlo e ritrovarci.

Forse Piaveide non è l’ultima delle sue sorprese, sicuramente è molto più di un romanzo. Rintracciarlo in queste pagine non sarà straziante se ci terremo saldi al ricordo di lui che, dopo averci incontrato, per un pomeriggio o per una veloce telefonata, sapeva sempre renderci più felici di prima.