È stata la settimana sulla discussione dell’apertura anno scolastico, la Regione Campania manterrà il suo dissenso rispetto al ministero pubblica Istruzione, non diremo che siamo d’accordo con le misure che si vanno a prendere perchè abbiamo considerato irresponsabile andare a votare il 20 settembre. Espliciteremo il nostro dissenso al ministro dell’Istruzione che ha consentito che i problemi della scuola divenissero marginali rispetto agli interessi della politica politicante. Non daremo l’intesa“. Chiaro e netto il governatore della Campania Vincenzo De Luca sulle linee guida varate da Roma per la ripresa della scuola, che avverrà in concomitanza con le elezioni regionali, previste per il 20 e 21 settembre. Il mancato assenso di De Luca però, stona con la posizione presa nelle ultime ora da enti locali e Regioni, che hanno dato pieno via libera al governo: “Un ottimo risultato. Le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola 2020-2021 che rispondesse il più possibile alle diverse esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli studenti e degli enti locali” ha detto il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

Riassunto in breve, il Piano Scuola prevede la seguenti linee guida: si riprende il 14 settembre, frequenza scolastica in turni diversificati, organizzazione delle classi in gruppi di studio formati anche da alunni di diverse classi ed età; scuola anche di sabato, dove finora non era contemplato. La cosiddetta dad resterà, ma solo marginalmente e per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Confermate le mense, anche se bisogna capire ancora quale saranno i protocolli in tal senso. Altro elemento: nella bozza inviata dal Ministro Azzolina alle parti in causa, non si impone l’obbligatorietà per mascherine, strutture in plexiglass e divisori tra alunni.

A questo punto, stando al rifiuto di De Luca , bisogna capire quali saranno le ripercussioni sulla ripresa della scuola in Campania. Una cosa è certa, come ribadito dal governatore in diretta facebook quest’oggi, oltre al merito dei provvedimenti, non è condivisa la scelta di indire le elezioni regionali a settembre. Qui è chiaro il calcolo politico del governatore uscente, che come ribadito più volte, avrebbe preferito si andasse alle urne l’ultima settimana di luglio: il centrodestra non avrebbe avuto il tempo di organizzarsi per bene; un vantaggio da aggiungere al picco di consensi guadagnato in piena pandemia da De Luca, grazie ad una comunicazione paternalistica e tambureggiante. Fermamente convinto di poter custodire per altri 5 anni le chiavi di Palazzo Santa Lucia, lo sceriffo ha visto dissolversi la possibilità di monetizzare quanto prima il successo politico ottenuto.