E’ sempre un piacere stare al negozio e non limitarsi a vendere soltanto ma poter fare interessanti conversazioni ed apprendere qualcosa di nuovo. Poco fa è entrato un distinto signore che, battendosi per tre volte la mano sull’ampia fronte, ha esclamato: “Meno male! Meno male! Meno male che vi ho trovata! Ho perso il mio berretto e, con questo freddo, ho bisogno di coprirmi la testa!”. Ha voluto un berretto di velluto perché allergico alla lana e, contento di come gli stava, mi ha poi chiesto se sapessi l’origine del fondatore della Borsalino. Pensavo fosse della zona di Alessandria ma lui mi ha spiegato che, tanti anni fa, a Verona c’erano dei conciatori che si erano stabiliti su di un’isola della città dove usavano tinture per conciare le pelli. Scoppiò la peste che non si sapeva fosse dovuta alla pulce ospite dei topi ma si attribuiva erroneamente agli “untori” e che provocò tante vittime decimando la popolazione. Solo sull’isola non vi furono morti perché i conciatori sversavano i colori usati per i pellami nelle acque che diventarono velenose ed i topi si tenevano prudentemente alla larga. Nessun topo presente, nessun morto per causa della peste. Il distinto cliente ha rivelato di essere un sacerdote e di aver studiato a Verona. Abbiamo poi discusso sull’origine del mio cognome e gli ho detto di presumere un’origine tedesca perché la radice “berg” esiste nella lingua tedesca e significa “montagna”, ma lui ha ribattuto che la radice uguale si trova anche nella lingua ebraica, quindi potrei avere provenienza tedesca ma ebraica. Peccato che, al negozio, stamattina non fosse presente un amico che, prendendomi sempre garbatamente in giro, ogni volta che viene a trovarmi si ferma sulla soglia ed esclama: ” Qui, solo qui, nel negozio che appartiene alla Storia della città, si respira cultura!”

di Graziella Bergantino