La correlazione non è direttamente associata ai vaccini. Aver avuto un numero alto di vaccinazione non determina poca mortalità, ma abbassa la possibilità di contagio per quelle persone più fragili“. Lo ha detto l’infettivologo del Cardarelli Alessandro Perrella intervenendo in trasmissione su Radio Crc Targato Italia.

Poi ha aggiunto sui risultati ottenuti in Gran Bretagna: “Il traguardo dei colleghi inglesi è il frutto di un lavoro importante di capillare vaccinazione contro il Covid. Questo ci fa capire quanto sia fondamentale vaccinare la popolazione”.

L’infettivologo ha anche spiegato la situazione nella nostra Regione: “In Campania stiamo vedendo una tendenza di diminuzione del contagio con la zona rossa. Questo ci fa capire che il punto fermo è il distanziamento sociale. C’è poi un incremento dei vaccini con la struttura messa in campo dalla Regione Campania. È un percorso simile a quello del Regno Unito, speriamo di ottenere gli stessi risultati“.

E ha ammonito sull’uso dei sistemi protettivi: “Chi è vaccinato deve continuare ad usare la mascherina e a lavarsi le mani perché il vaccino non conferisce una barriera definitiva. Solo quando cambierà lo scenario epidemiologico nazionale si potrà abbandonare la mascherina”.

Infine Perrella ha concluso sulle conseguenze del virus: “Al Cardarelli arrivano molte patologie e così si è avuta la fortuna-sfortuna di rilevare molti sintomi. Tra le manifestazioni registrate ci sono soggetti con fenomeni come gli ictus cerebrali. Se oggi avessimo il 100% dei vaccinati tra i soggetti infettati vedremmo comunque dei sintomi e come negli Usa abbiamo persone che continuano ad avere manifestazioni dopo 6-7 mesi”.