Il famoso detto per cui il cane è il migliore amico dell’uomo è stato anche confermato dalla scienza. È stato dimostrato, infatti, che l’amicizia tra cane e umano è fondata su un legame davvero profondo. Il cane ci protegge dalla depressione e ci responsabilizza nella gestione di un rapporto che può fare a meno delle parole. Eppure molto spesso ci sembra di poterli capire dallo sguardo e loro sembrano capire noi quando abbiamo avuto una giornata particolarmente pesante. Abbiamo quindi fatto una ricerca delle storie di cani e umani che dimostrano quanto forte sia questa amicizia secolare. 

Il cane assunto in un museo di Boston

Riley è un bellissimo Weimaraner. Esso è stato assunto niente poco di meno che dal Museum Of Fine Arts di Boston, il quinto museo americano per grandezza e prestigio. Riley è lì perché, grazie al suo incredibile fiuto aiuta il museo a scovare i parassiti e le tarme che si attanagliano all’interno delle opere d’arte del museo. Effettivamente il Weimaraner è una razza elegante e regale dalle note capacità di caccia dovute alla velocità e al sensibilissimo fiuto. La notizia ha fatto il giro del mondo per la naturalezza e la felicità con cui questo prodigioso cane affronta la sua missione: proteggere le opere d’arte. Il museo ha visto così aumentare a dismisura le visite di curiosi che, bisogna ammetterlo, si dirigono al museo per avere la fortuna di scovare Riley mentre è a lavoro.  Come si legge su Fai Da Te Giardino il Weimaraner è tra le più intelligenti al mondo ed è molto amato per la sua dolcezza e affettività.

La storia che non puoi non conoscere: Hachiko

Hachiko è stato il cane che ha commosso (e che commuove ancora oggi) il Giappone ed il mondo intero per la sua storia di amore e fedeltà più unica che rara. Questo cane fu adottato da un professore quando aveva due anni. Da subito prese l’abitudine di accompagnare il padrone alla stazione, dove egli si dirigeva per andare a lavoro. Hachiko tornava il pomeriggio per accogliere il suo padrone che tornava a casa, puntualmente ogni pomeriggio. Un giorno il padrone morì mentre era a lavoro, per via di un Ictus fulminante. Il cane da allora continuò a tornare alla stazione e lo fece per dieci anni, finché non morì. La storia commosse il Giappone al punto che l’otto marzo del 1935 fu dichiarato lutto nazionale.

Il cane di Mozart

Il compositore Wolfgang Amadeus Mozart è ricordato per l’inestimabile patrimonio artistico che ha lasciato all’umanità. Egli iniziò a comporre opere di pregio sin dai sette anni e piano piano divenne uno tra i compositori più richiesti e apprezzati al mondo. Di lui e della sua genialità si narrano tante storie, forse neanche vere. Sta di fatto che fosse uno spendaccione incontrollabile e che questo compromise soprattutto il rapporto con la sua adorata moglie. La madre si ammalò gravemente e costrinse Mozart a comporre opere per pagarle le cure. Dopo la morte della madre anche Mozart si ammalò e pian piano iniziò il suo declino fisico. In tutta la sua vita al suo fianco rimase il suo cane, di cui non si hanno notizie certe. La leggenda narra che l’unico presenza al funerale di Mozart fu proprio il suo amato cane che restò con lui, in veglia sulla tomba, fino a quando non sopraggiunse la morte. A fare la scoperta fu la ex moglie di Mozart che, arrivata a Vienna per visitare la tomba di Mozart, fece un’amara scoperta: egli era stato gettato in una fossa con altre salme e non vi era stata posta neanche una lapide. Poté riconoscere il corpo solo perché, lì accanto, giaceva anche quella del suo adorato cane.