Per “Effetti Collaterali”- Per sempre Mia di Lucia Montanaro:

Ancora un uomo che non riesce ad accettare di essere lasciato, ancora un uomo malato, malvagio, infantile.

Un uomo che non è stato fermato in tempo, che non è riuscito ad elaborare quella che vive come una sconfitta, un abbandono. Lei è il suo unico problema e farà di tutto affinché le cose tornino com’erano.

Non è cambiato nulla, riuscirà a convincerla. Glielo chiede in ogni modo, fino a cento messaggi al giorno. Lei capirà quanto la ama e tutto tornerà come prima, pensa nel suo tormento.

Non lo amo più, capita. Non capisco perché deve rendere tutto così complicato, non capisco perché non riesce a rifarsi una vita. Non facevamo che litigare eppure mi vuole ancora. Ieri mi sono accorta che mi spia, mi segue, comincio ad avere paura.

Non mi sfuggi mia cara, tu non lo sai ma sei mia e lo sarai per sempre.

Mia e di nessun altro.

Non ne posso più, mi sento sola, tutti continuano a dirmi che mi ama e che gli passerà, ma il telefono continua a vibrare ed il mio corpo con lui.

È solo un telefonino, mi dico, ma ormai lo controllo come se all’improvviso potesse materializzarsi Lui in questa stanza, uscendo dal foro dell’auricolare. Sento il suo alito addosso.

La violenza è li dentro, in quei messaggi vocali, in quella voce che non riconosco più.

Non capisce niente: nessuno la amerà come la amo io. Racconta che sono un violento ma non è vero. Il possesso è un diritto, per chi ama.

Avevo sognato una vita nuova e mi ritrovo a testa bassa a camminare guardandomi alle spalle. Pochi metri e monto in auto, abbasso le sicure e vado via spedita.

Eccoti, ti ho visto furbetta, hai fatto il giro al largo ma io ti tengo d’occhio, non mi freghi.

Presa. Ti lampeggio ma non ti fermi. Sono io fermatiiiii. Guido con una mano sola, con l’altra impugno il telefono e ti chiamo. Non rispondi dannazione, tengo il telefono mentre spingo il piede sull’accelleratore.

Stringo lo sterzo con tutte le mie forze, sta accadendo proprio a me. Mi ha rotto la macchina lo stronzo, mi ha speronato che per poco non vado fuori strada. Il telefono continua a squillare ma è finito sotto il sedile. 

Vedo il largo del parcheggio e mi sento a casa. Afferro il freno a mano e lo tiro con tutta la forza che ho in corpo. Adesso scendo e gliene dico quattro.

Piccola tigre, fermati. Vengo io da te. Stai buona non urlare, non parlare, non ti muovere, non respirare.

Follia a Vercelli: incendia l’auto con dentro la fidanzata. La donna è gravissima

Simona ha ustioni sul 45% del corpo, rimasta intrappolata dalla furia del fuoco appiccato dal suo ex compagno. Non voleva rassegnarsi alla fine della storia con la sua ex.

L’aveva già perseguitata in passato, tanto da essere denunciato per minacce e stalking, fino a quando il giudice non gli aveva imposto di stare lontano da lei. Ma l’uomo ha continuato ad importunarla, arrivando questa mattina a compiere il gesto estremo. L’esatta dinamica dei fatti è ancora tutta da chiarire: i carabinieri hanno effettuato una prima ricostruzione, secondo la quale la donna è stata avvicinata dal suo persecutore mentre si stava recando al suo posto di lavoro come commessa del negozio Oviesse, situato nel centro commerciale.

Ancora una vittima, ancora una donna, ancora un grido inascoltato e noi, sempre più, ammalati di indifferenza.

Un paese che lascia soli i più vulnerabili è un luogo incivile.

Di quante vittime abbiamo bisogno per intervenire a monte di queste storie così tragicamente uguali?

Auspichiamo una legge che possa inasprire le pene e tutelare “seriamente” chi denuncia un pericolo, perché la vita, è una cosa seria.

Lucia Montanaro