Suoni contro muri è una rassegna musicale che nasce da un’idea di Marisa Laurito, che mette in scena molti talenti e fa spettacolo miscelando le arti universali. Pittura, scultura, musica che sono arti affini nonostante approccino con differenti metodi alle fasi realizzative, riuscendo però a suscitare in fase performativa emozioni molto simili. Suoni contro muri 6 testimonial per 6 musicisti accompagnati da 6 artisti di arte contemporanea in 6 concerti. In questa rassegna sei artisti importanti e riconosciuti a livello internazionale – Renzo Arbore, Stefano Bollani, Eugenio Bennato, Tosca, Peppe Barra e Maurizio de Giovanni – raccontano, perché appassionati, la musicalità di 6 bravissimi musicisti: Gianni Conte, Lorenzo Hengeller, Tommaso Primo, Fiorenza Calogero, Suonno d’ajere e Flo. Grazie al museo Madre, nella persona di Laura Valente, presidente uscente, intervengono in questi concerti con le loro immagini, 6 potenti artisti di arte contemporanea: Lello Esposito, Enrico Benetta, Roxy in the box, Giuseppe Riccardi, Chiara Pirollo e Valeria Laureano. Oggi più che mai, dobbiamo essere uniti! Soprattutto gli artisti che hanno il dono del talento e della sensibilità. Alla fine di questa rassegna, in “bonus track”, trasmetteremo EgoSistema, un concerto di Maldestro

Mercoledì 31 marzo (ore 20) – venerdì 2 aprile (ore 21) – domenica 4 (ore 18) Tosca racconta Suonno D’Ajere accompagnati dalle opere di Giuseppe Riccardi Suspiro Suonno D’Ajere
Irene Lupe Scarpato, voce Marcello Smigliante Gentile, mandolino e mandoloncello Gian Marco Libeccio, chitarra management Italian world beat produzione Arealive.

«Sono molto felice e onorata di presentare questo trio che ho conosciuto in Sardegna, al festival Parodi, diretto da Elena Ledda, alla ricerca sempre di sonorità diverse, di personalità musicali particolari in giro per il mondo. Questo trio napoletano si chiama Suonno d’ajere e ha davvero una strana sonorità, una mescolanza che sicuramente è molto classica, ma è ostinatamente volta verso il contemporaneo.
Potrete ascoltare delle canzoni che sono assolutamente vestite di classico, ma con una strana e incredibile modernità: un recupero della cultura napoletana grazie a Irene Lupe Scarpato, questa meravigliosa donna che canta e sembra di vedere, nei suoi echi sonori, Angela Luce e Lina Sastri mischiate insieme: e poi Marcello Smigliante Gentile, che suona mandola, mandolino e mandoloncello; e Gian Marco Libeccio alla chitarra. Sentiremo tanto parlare di questo trio incredibile, perché è davvero un vanto della nostra cultura » non solo a livello italiano: credo che sarà qualcosa di cui andare davvero orgogliosi in giro per il mondo.» Spiega Tosca 

Suspiro
La canzone napoletana non è una reliquia da museo, non è un corpo senza ossigeno da dover mummificare: i suoi spartiti, le sue copielle, non sono pergamene da santificare bensì testamenti da celebrare. Anche nel concerto Suspiro è questa la visione di Suonno d’ajere, il trio, attivo dal 2016, che viaggia dentro le melodie e i ritmi, circumnaviga le serenate e le canzoni umoristiche, per cogliere l’intimità e l’essenza dei brani e far tornare alla luce quel mistero e quella sapienza compositiva e di interpretazione che ha reso la canzone napoletana un patrimonio immateriale. Con una strumentazione che si richiama alle formazioni da “posteggia” del primo ‘900, l’ensemble è composto dalla cantante Irene Lupe Scarpato, accompagnata da Marcello Smigliante Gentile al mandolino, mandola e mandoloncello e Gian Marco Libeccio alla chitarra classica. Il nome dell’ensemble evoca il singolo omonimo realizzato da Pino Daniele nel disco d’esordio Terra mia (1977), un ideale punto di connessione tra il classicismo mediterraneo e l’ostinata ricerca di essere contemporanei.

‘E ccerase (Salvatore Di Giacomo – Vincenzo Valente)

Nun è Carmela mia (Francesco Fiore – Nicola Valente)

Na voce, na chitarra e ‘o poco ‘e luna (Ugo Calise – Carlo Alberto Rossi)

Suspiro (Marcello Smigliante Gentile)

Catari’ (Salvatore Di Giacomo – Mario Costa)

Quanno jarraie a spusa’ (Raffaele Viviani)

A cartulina ‘e Napule (Pasquale Buongiovanni – Giuseppe De Luca)

Marechiare (Salvatore Di Giacomo – Francesco Paolo Tosti)

Mare ‘e Margellina (Raffaele Viviani)

A bonanema ‘e l’ammore (Jovino – Mario Festa)

A vongola (Giovanni Capurro – Vincenzo Di Chiara)

O guappo ‘nnammurato (Raffaele Viviani)

Stu cazone c’ ‘o tieni a fa’? (Bianca Fonzo – Alfredo Mazzucchi)

O ‘nnammurato mio (Raffaele Viviani)

Giuseppe Riccardi (Napoli, 1988) si forma con un master in Antropologia visiva e in Teoria e Pratica in Cinema Documentario all’università di Barcellona. I suoi “Familia sin domicilio” e “Binario” sono selezionati rispettivamente al festival internazionale di cinema etnografico Espiello (2014) e all’interno del Jakarta International Documentary and Experimental Film Festival (2015) e del (Id) art festival (2016). “Binario” entra nel catalogo di Hamaca Media and Video Art Distribution e in quello della biblioteca del museo Reina Sofia di Madrid nel 2015. Nel 2016, il progetto “From there”, viene premiato come vincitore della categoria Street del Fiipa 2107. Lavora come fotografo di scena, realizzatore e curatore di contenuti audiovisivi e fotografici per il teatro e, come filmmaker, alle riprese del documentario/web serie “ES17 Dio non manderà nessuno a salvarci”, da un’idea di Roberto Saviano, in collaborazione con 42° Parallelo e Sky. È aiuto regista e fonico di presa diretta per il documentario “Up to down” (2019), selezionato per Filmmaker International Film Festival 2019: Prospettive; Karlovy Vary International Film Festival 2019: Documentary Films – Competition; Visions du Reel 2019: “Rough Cut Lab” – Best Rough Cut Lab Project.