Nel centenario della nascita dell’artista napoletano, online una selezione dal suo Archivio su iniziativa della Biblioteca Nazionale di Napoli

Il 27 febbraio 2021 ricorrono i 100 anni dalla nascita, a Napoli, di Giuseppe Patroni Griffi, per gli amici Peppino (morte: Roma, 15/12/2005).

Patroni Griffi è stato scrittore, drammaturgo, regista teatrale, regista e sceneggiatore cinematografico. La Biblioteca Nazionale di Napoli vuole ricordare questa versatile personalità promuovendo iniziative per far conoscere l’Archivio Giuseppe Patroni Griffi.

Tale archivio è un vasto assortimento di manoscritti, romanzi, racconti, copioni, sceneggiature, lettere e altri documenti autografi; oltre a essere una straordinaria raccolta di locandine teatrali, manifesti, foto di scena e private, con i famosi protagonisti dei palcoscenici e dei set cinematografici. Ciò ci permette di conoscere meglio Patroni Griffi ma anche personalità, ambienti intellettuali, artistici e politici, che in vario modo entrarono in contatto con lui.

L’Archivio Giuseppe Patroni Griffi dal 2019 ha arricchito le collezioni della Biblioteca Nazionale di Napoli. Questo è avventuo grazie alla generosa donazione del regista Fausto Nicolini, amico e assistente teatrale del regista per undici anni. Alla sua morte, infatti, Nicolini, in accordo con l’unico erede, Aldo Patroni Griffi Terlizzi, prese la responsabilità di salvaguardare il patrimonio di opere e memorie.

Proprio dal 27 febbraio, sul sito della Biblioteca Nazionale o sulla pagina Facebook e sulle altre pagine social della Biblioteca, sarà visibile una significativa selezione di foto di scena, copioni e documenti dell’Archivio personale di Patroni Griffi.

Commento di Gabriele Capone, direttore della Biblioteca Nazionale

Il prestigio internazionale della figura di Giuseppe Patroni Griffi fa che sia motivo di vanto per la nostra biblioteca poter custodire l’Archivio personale dell’importante autore; una raccolta documentale, testuale e fotografica, di notevole interesse storico e scientifico, che comprende molti documenti inediti, testi teatrali, sceneggiature, manoscritti e testimonianze di scena veramente esclusive che al momento rappresenta quanto resta della sua vasta produzione.”

Cenni biografici di un “anticonformista spinto da un forte senso di libertà intelletttuale”

Di famiglia aristocratica, dopo gli studi a Napoli col gruppo di amici noto come i ragazzi di Chiaia (Barendson, Compagna, Ghirelli, La Capria, Rosi), Patroni Griffi si trasferì a Roma nel ’45.

L’amicizia con Giorgio De Lullo, Rossella Falk e Romolo Valli, e poi con Franca Valeri e Vittorio Caprioli, gli diede la forza di lasciare la carriera intrapresa in Rai. Diventò così il commediografo della “Compagnia dei Giovani” e poi il raffinato regista di innumerevoli spettacoli teatrali tra prosa e lirica. Insieme al teatro, coltivò anche la sua attitudine alla scrittura. Ricordiamo il grande scalpore che suscitò Scende giù per Toledo, del 1974: il primo romanzo sulle vicende di un femminiello napoletano.

con Florinda Bolkan

La maggior notorietà nel cinema, a cui pure si dedicò, la ottenne con la trasposizione della sua commedia più famosa: Metti, una sera a cena. Ma il film cult di Patroni Griffi è senza dubbio Il mare, con cui debuttò al Festival di Venezia nel ’62; non ebbe grande apprezzamento in Italia, a differenza della notevole risonanza sia a Londra che al New York Film Festival.

Nel 1992 realizzò con entusiasmo l’idea di Andrea Andermann; trasmise da Roma in mondovisione la diretta TV di Tosca, nei luoghi e nelle ore di Tosca. Per l’occasione (come da libretto), eseguirono l’opera lirica di Puccini nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, a Palazzo Farnese e a Castel Sant’Angelo. Il maestro Zubin Mehta diresse l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai. La stessa operazione fu ripresa nel 2000, con la medesima équipe, per La Traviata di Giuseppe Verdi a Parigi. Entrambe le trasmissioni vinsero il più autorevole premio internazionale televisivo: l’Emmy Award.

Per chi volesse approfondire un aspetto della figura di Patroni Griffi, proponiamo un articolo di Valerio Caprara, di luglio 2013.