“Magistratura di Sorveglianza: l’alternativa al carcere è possibile” è il titolo del convegno tenutosi presso il Consiglio Regionale della Campania e organizzato dal Garante Campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, prof. Samuele Ciambriello.

Il convegno ha fatto luce su un tema importante di grande attualità. Il ruolo della Magistratura di Sorveglianza, oltre che alle questioni relative ai diritti dei detenuti durante l’esecuzione della pena, è esteso anche alla concessione e alla gestione delle pene alternative alla detenzione, sia per la parte finale della pena sia prima dell’inizio della sua esecuzione.

Il prof. Ciambriello ha fornito dati circa il numero di detenuti presenti rispetto a coloro che effettivamente dovrebbero esserci. “Vediamo se possiamo far vivere l’idea del plurale anche in Italia: le pene. Siamo l’unico paese in Europa che le pene sono state ridotte ad un’unica pena. In altri paesi ci sono luoghi alternativi alle carceri”, ha affermato il professore.

Facciamo funzionare l’esistente”, ha dichiarato Giuseppe Martone.

L’esperienza maturata in oltre 40 anni, a partire dalla riforma dell’ordinamento penitenziario del ’75, ha dimostrato che quando le pene vengono eseguite in regime alternativo alla detenzione hanno un’efficacia maggiormente risocializzante con una ricaduta positiva in termini di riduzione dell’indice di recidiva e quindi anche in termini di sicurezza sociale”, ha aggiunto Maria Bove, Direttore dell’Ufficio Inter distrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Campania. – “Affinché questa efficacia si possa verificare non basta che la pena sia rieseguita in area esterna, ma vi devono essere contenuti risocializzanti, di responsabilizzazione” – ha affermato in conclusione.

A volte ci si dimentica che chi entra in carcere resta una persona. Ci tengo che i miei studenti vadano in carcere a parlare con i detenuti. Debbono andare a vedere che vita fanno. Devono capire che lì dentro ci sono storie umane, c’è gente. Non possiamo parlare dei diritti dell’uomo e poi dimenticarcene il giorno dopo”, ha dichiarato Carlo Longobardo, Docente ordinario di Diritto Penale.

Durante il convegno è intervenuto Gianni Maddaloni, padre del Judoka campione olimpionico Pino, sottolineando l’importanza dello sport per salvare i ragazzi e dare loro opportunità affinché non arrivino a diventare detenuti. “Aiutateci nella prevenzione”, queste le sue parole.

Ha preso parte al dibattito anche il Presidente Antigone, Luigi Romano: “Al centro storico curiamo almeno 250 sfratti che si riversano, nell’85% dei casi, in occupazioni abusive perché manca la casa. Il problema non è che c’è il reato, il problema è che manca la casa. Allora io sono disposto a parlare di sicurezza, ma se nel concetto di sicurezza rientra la casa, il reddito e il lavoro. Le misure alternative non servono a svuotare le carceri ma è l’area della penalità che va ristretta”.  Sovraffollamento, celle senza doccia, suicidi dietro le sbarre. Queste le condizioni.

All’incontro, presieduto e moderato dallo stesso Ciambriello, sono intervenuti Rosa D’Amelio, Presidente del Consiglio Regionale della Campania; Monsignor Antonio Di Donna Vescovo di Acerra, Martone Giuseppe, Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria; Maria Bove, Direttore dell’Ufficio Inter distrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Campania; Carlo Longobardo, Docente ordinario di Diritto Penale, Unina; Anastasia Costanzo, staff Garante dei detenuti.

Hanno partecipato inoltre, Adriana Pangia, Presidente del Tribunale di Sorveglianza; Monica Amirante, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Salerno; Rosario Petrone, Responsabile Campano dei cappellani penitenziari; Anna Ziccardi, Presidente dell’Associazione “Carcere possibile”; Ermanno Carnevale, Presidente Camera penale Napoli; Luigi Romano, Presidente Antigone Campania; Ornella Riccio, Magistrato di sorveglianza presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli. Infine, ci sono state numerose testimonianze dei detenuti in permesso.

Insomma, un convegno interessante che è servito ad approfondire vari aspetti problematici rispetto alla gestione delle carceri ed alle misure alternative, mettendo a confronto persone con esperienza e professionalità diverse.