Un crollo è avvenuto la scorsa notte all’interno di una sala parto dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, dove alcuni pannelli della controsoffittatura hanno ceduto a causa di infiltrazioni. ‘’C’era da aspettarselo – afferma Luigi Paganelli RSU della FPCgil Na1 –. Quella sala operatoria da un mese era fuori uso per problemi di quel tipo’’. Da settimane, infatti, i sanitari del reparto di Ginecologia si appoggiano alle sale operatorie poste al piano terra per far partorire le degenti.

‘’Il personale medico e paramedico – continua Luigi Paganelli RSU della FPCgil Na1 – lavora in condizioni inaccettabili all’interno di un ospedale che, nonostante abbia solo 40 anni ed è quindi una struttura considerata tra le più recenti presenti a Napoli insieme all’Ospedale del Mare, non riesce a sopperire in maniera adeguata ai bisogni dei degenti. Il San Giovanni Bosco sembra un ospedale di cent’anni – continua amareggiato il sindacalista – ha locali fatiscenti e non abbiamo strumenti adeguati per lavorare. Oltretutto dal 26 dicembre scorso abbiamo un’apparecchiatura per la TAC di ultima generazione fuori uso e nessuno si preoccupa di ripararla. Mi hanno accusato di essere un sabotatore, in realtà sono un lavoratore che ama la propria azienda e il proprio mestiere’’.

Paganelli dichiara di avere più e più volte scritto ai vertici aziendali per chiedere una ristrutturazione che, a questo punto risulta essere di massima urgenza. ‘’In diverse occasioni mi sono rivolto ai vertici presidiali – spiega Luigi Paganelli – reclamando per iscritto lavori di adeguamento necessari per i percorsi verticali cioè gli ascensori dedicati per la ginecologia, ma le mie rimostranze sono rimaste inascoltate. Ora basta chiacchiere dai vertici dell’azienda ma anche dalla politica, chiediamo azioni concrete. De Luca ha recentemente dichiarato lavori di ristrutturazione all’interno del San Giovanni Bosco, solo millantati ma mai realizzati’’. Il nosocomio partenopeo da tempo si trova anche a dover fare i conti con un’invasione di formiche nei reparti, tanto che il direttore generale dell’Asl Napoli 1, Mario Forlenza, dopo l’ennesimo caso di insetti non ha escluso “l’ipotesi della necessità della riduzione dell’attività ospedaliera, con chiusura parziale o totale di interi reparti con trasferimento dei pazienti in altre strutture per consentire una totale e definitiva bonifica”.

‘’Mi chiedo quali altre scuse troveranno ora i vertici aziendali per non assumersi le responsabilità dell’ennesimo episodio di degrado – conclude Paganelli -. Lavoro per questo ospedale da 20 anni e posso testimoniare che non sono mai state fatte opere di manutenzione migliorative ha bisogno di ospedali funzionanti ed efficienti e noi operatori della sanità dobbiamo essere in condizioni di operare nel migliore dei modi per il bene degli utenti’’.