Per il Lunedì di Pasquetta ci sarà per tanti improvvisati turisti la consueta gita fuori porta, in cui molti si muniranno di ciò che resta del casatiello e del pranzo di Pasqua.

E, come ogni anno, c’è chi ha scelto Napoli e dintorni per trascorrere una giornata diversa.

Ma in che stato si presenterà la nostra città? Tralasciando le bellezze naturali, da sempre fiore all’occhiello di questa città, chi dovrà spostarsi per le strade di Napoli potrà incappare in seri pericoli.

E’ da anni, infatti, che le strade partenopee sono lasciate al loro degrado. Non bastano i continui incidenti, i feriti, i morti. Nonostante tutto, si continuano a trovare sanpietrini saltati, tombini fuori posto, buche, che spesso ricordano più delle voragini, e rattoppi di seconda mano, secchiate di cemento che coprono solo parzialmente i danni, forse peggiorando la situazione a causa della successiva formazione di ulteriori dislivelli sul manto stradale.

Chi, oggi e nei prossimi giorni, arriverà al molo Beverello, troverà ad accoglierlo uno tra i tratti di strada più pericolosi della città: la zona compresa tra la fine di via Marina e l’ingresso dell’autostrada di via Vespucci. Quest’ultima, in pessime condizioni, sta creando disagio non solo agli automobilisti, bensì anche ai turisti, i passanti e tutti i commercianti della zona che, invano, chiedono un intervento del Comune.

All’incrocio con Corso Lucci, nei pressi del semaforo, si incappa quasi in una pista a ostacoli, dovendo compiere slalom per evitare voragini circondate da transenne.

Anche nella zona del Maschio Angioino, nello specifico a via De Gasperi, non mancano rattoppi e buche che rendono la vita difficile agli automobilisti.

Se si pensa, poi, alle piogge degli ultimi giorni, che hanno reso le buche dei piccoli stagni, di certo la situazione non è delle più rosee.

Una situazione che una città come Napoli non meriterebbe, bella com’è e piena di ricchezze da fare invidia alle maggiori capitali del mondo. Ma, si sa, valorizzare la nostra terra non è nelle corde di noi italiani.

 

Davide A. Cutolo