–  Immigrazione e traffico clandestino di organi umani – tutto questo e non solo è “L’Avvoltoio” di Giuseppe Petrarca. Parliamone!- settimo appuntamento della II stagione della web rubrica culturale e non solo

Il protagonista del settimo appuntamento di “Parliamone”(il nuovo modello comunicativo ideato e diretto dal regista e attore Gianluca Masone ) è lo scrittore Giuseppe Petrarca che ci parla di immigrazione, di traffico clandestino di organi umani e non solo, attraverso il suo libro “L’Avvoltoio”.

Chi è “L’Avvoltoio”?

«L’avvoltoio è un essere spregevole, un vero e proprio killer che indossa il camice bianco. È un uomo mediocre, che utilizza le mani come strumento di morte. Non si pente, non si ravvede, perché vive arroccato nella sua malvagità, offre la sua professione a organizzazioni senza scrupoli. Il suo male è mediocre, e questo lo rende ancora più aberrante, fa ancora più paura. Ma accadrà qualcosa, basterà il gesto di una sua piccola vittima e su di lui, sulla sua vergognosa vita, Si abbatterà una tremenda maledizione».

Immigrazione e traffico clandestino di organi umani sono gli argomenti principali del suo libro: come mai ha scelto di affrontare proprio questi argomenti?

«Ho scelto questi argomenti perché sono temi, purtroppo, di stringente attualità, in qualche modo trattati, fino ad ora, solo come denuncia o solo per interesse di parte.  La mia è una riflessione più ampia su una società dolente, una società che ha perso la voglia di sperare e di amare, una società che fa della paura il male principale, che toglie ogni respiro, toglie il futuro a ognuno di noi. In particolare il traffico clandestino di organi è un argomento tabù, di cui nessuno parla, e invece rappresenta una piaga vergognosa anche nel nostro paese, nella nostra società».

Secondo lei chi può essere definito  “L’Avvoltoio” nella società attuale?

«Purtroppo dentro ognuno di noi si nasconde un mostro. Esistono persone apparentemente normali, che nascondono segreti indicibili. Il male affascina, purtroppo, il male incuriosisce. Ecco perché si assiste ad una morbosa sete di conoscere chi pratica il male».

“L’Avvoltoio” è un libro che sta riscuotendo molto successo ricevendo anche premi importanti: secondo lei, ai suoi lettori, cosa piace particolarmente del suo libro?

«Il mio libro parla direttamente al cuore del lettore, cerca una riflessione più ampia sui problemi che interessano l’intera collettività, perché le vicende del commissario Lombardo, il protagonista seriale, arrivano a un punto cruciale, dove più che l’investigazione, comincia a diventare essenziale un’indagine dentro la propria vita, dentro se stesso, un viaggio nella propria coscienza, con la consapevolezza di essere giunto ad un bivio: decidere se valga ancora la pena di rischiare la vita per il bene comune. Il libro affronta temi di impatto sociale e scuote le coscienze dei lettori, perché il male va guardato in faccia, senza voltarsi dall’altra parte, nell’indifferenza o, peggio ancora, nella passiva abitudine o addirittura nella rassegnazione, che generano un clima di odio e di cattiveria».

La Sicilia fa da sfondo?

«Nella narrazione la Sicilia è protagonista misteriosa e meravigliosa con i suoi sapori i suoi inconfondibili odori. Con questo mare che rappresenta davvero il custode del patrimonio storico, del patrimonio culturale. Noi, cito nel libro, eravamo antichi marinai proprio per testimoniare come il mare è l’elemento fondamentale del libro stesso. Il mare come concetto non di parete, non di muro, non di di chiusura ma di ponte verso gli altri, di contaminazione, di apertura. Noi stessi  siamo arcipelaghi di popoli che si affacciano su un ventre molle che è quello del Mediterraneo. Non ci sono distinzioni e contrapposizioni. Questo mare però nella sua morsa ferale è, purtroppo, anche un mare orrendo perché in qualche modo diventa tomba liquida per questi diseredati, per questi immigrati che arrivano sulle nostre sponde ma, al contempo, anche le mani sono un altro elemento importante del libro. Diventano essenziali perché, non sono solo quelle di morte del Killer, dell’Avvoltoio, di chi fa espianti d’organo, ma sono anche le mani degli dei volontari che lavorano nei centri di accoglienza tutti i giorni per salvare persone, sono le mani del commissario sempre alla ricerca della verità. Sono le mani buone dei marinai siciliani».

Dove è possibile acquistare il suo libro?

«In qualsiasi libreria oppure su tutti i siti web del settore».