NAPOLI – “Quello che sorprende della questione relativa all’attività di parcheggio abusivo all’altezza dell’Ospedale Loreto Mare è quel senso del possesso di una famiglia abusiva che ritiene un diritto acquisito l’utilizzo della piazza per produrre i propri affari illeciti. Si assiste ad un completo ribaltamento della situazione e questo deve farci riflettere: un investimento nell’economia legale viene ritenuto un pericolo per l’attività illegale”. Lo ha detto Pietro Russo, presidente Confcommercio imprese per l’Italia della provincia di Napoli.

“Il vigile urbano che scende dall’auto e saluta con un abbraccio l’operatore abusivo è un fenomeno non isolato che molto racconta del limite, forse inesistente, nella percezione in questa città tra ciò che è legale e ciò che non lo è. Se ciò lo si verifica poi in una persona che indossa una divisa ed è pagata per garantire la legalità per le proprie competenze, la situazione emerge in tutta la sua delicata drammaticità”.

Continua Russo: “Mi chiedo: ci sono aree della città dove non è possibile affermare il diritto all’impresa e al lavoro? A guardarci intorno sembrerebbe di sì. Ciò sicuramente è da addebitare ad una carenza di risorse umane ed economiche destinate alle forze dell’ordine, ma anche ad un atteggiamento complice di una città che si gira dall’altra parte”.

Sul caso specifico, Russo ha detto: “La questione è civile ed economica, riguarda una giovane imprenditrice che, insieme ad alcuni giovani soci, decide d’investire le risorse familiari per dare una risposta alla sua esigenza di lavoro. Dai dati riscontrabili dalle denunce presentate dalla signora Alessia Nocerino emerge che ogni giorno quell’attività abusiva produce un incasso di mille euro. E cioè da venti e ventiseimila euro al mese. Nel frattempo un’attività regolare, in possesso di tutte le autorizzazioni e prescrizioni di legge, rischia di dover abbandonare il proprio sogno e quello dei cinque dipendenti regolarmente assunti, perché lo Stato in tutte le sue articolazioni non riesce a garantire un diritto elementare. Napoli, la comunità, le istituzioni e gli organi di controllo devono fare sinergia per vincere questa battaglia, non lasciando soli l’imprenditrice ed i suoi dipendenti, ma difendendo il loro diritto e il diritto di tutti ad una vita civile che porti Napoli intera fuori dalla giungla. Confcommercio Napoli è al fianco di questa impresa e chiede al sindaco della città un percorso veloce per l’assegnazione in affido della piazza interessata, dove realizzare strutture e spazi non destinabili alla sosta ma che rappresentino un monumento alla legalità”.