Decenni di lotta alla camorra, affari criminali, omicidi e arresti. Lunedì 25 Novembre 2019, alle ore 18.00, presso la Feltrinelli Libri e Musica (Piazza dei Martiri – Napoli) Paolo Itri, per anni alla direzione distrettuale antimafia di Napoli, autore de “Il monolite. Storie di camorra di un giudice antimafia” (Piemme), racconterà i processi che hanno infiammato il tribunale di Napoli. Intervengono Raffaele Cantone e Roberto De Luca. Modera Geo Nocchetti.

Il Palazzo di Giustizia napoletano è il più grande d’Italia, e probabilmente del mondo. Dopo anni trascorsi tra le sue mura, per il giudice Paolo Itri l’impressione è ancora quella di trovarsi di fronte al «monolite» di 2001. Odissea nello spazio. Un caos labirintico in cui ogni giorno si scrivono nuove pagine della tragedia e della commedia umana, un avamposto da cui Itri, con gli altri magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha condotto per lungo tempo la tormentata battaglia dello Stato contro la camorra e la corruzione.

«Dopo ventotto anni di magistratura, -scrive Itri -quest’opera nasce da un’esigenza interiore. Rappresenta un grido di dolore e una denuncia delle inefficienze, dei disservizi, dell’ingiustizia e dell’ipocrisia di fondo che gravano sulla macchina giudiziaria nel nostro paese”.

Il monolite ricostruisce decenni di affari criminali, omicidi, tradimenti e arresti: la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, i Bardellino e i Nuvoletta, i temuti casalesi «Sandokan» Schiavone e Bidognetti, per arrivare ai clan feroci e misconosciuti di città ad alta densità mafiosa come Mondragone, Sant’Antimo o Giugliano. Nonostante le faide e l’azione della magistratura, boss e affiliati «sembrano riprodursi come formiche», trovando sempre il modo di stringere e poi sciogliere nel sangue nuove e vecchie alleanze. Paolo Itri porta alla luce con sensibilità e passione, oltre che una punta di ironia, i drammi e le speranze tradite di una terra devastata dalla camorra, in cui la macchina della giustizia arranca, appesantita da contraddizioni e ipocrisie, ma anche, talvolta, da incomprensibili inefficienze e veleni interni. E tra le indagini di una carriera in prima linea spicca quella sul Rapido 904 del 1984, una strage che sembra anticipare la successiva strategia terroristica di Cosa Nostra, una prima “trattativa” a suon di bombe nella quale potrebbero aver avuto un ruolo anche esponenti della camorra e della banda della Magliana. «Oltre che una testimonianza di quanto difficile e a volte doloroso possa essere il mestiere del magistrato, una sola cosa accomuna le storie che racconto: tutte grondano di sangue e di sofferenza.»

Nato a Napoli nel 1965, Paolo Itri è entrato in magistratura nel 1991. Dal 2002 al 2011 ha fatto parte della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, occupandosi di importanti indagini sulla camorra napoletana e su Cosa Nostra. Tra il giugno 2011 e il novembre 2015 è stato ispettore generale del Ministero della Giustizia. Nel 2017 ha svolto le funzioni di procuratore della Repubblica a Vallo della Lucania, dove è attualmente pubblico ministero.