Dagli ultimi dati, e soprattutto dalle parole del numero 1 dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, pare che vi siano in uscita circa 12 milioni di cartelle esattoriali ferme quest’anno a cui si aggiungono i quasi 9 milioni di atti della riscossione, più altri 10 milioni di atti delle entrate, tra avvisi e accertamento. Dal 1 gennaio 2021, questo macigno cosmico con effetto fionda andrà ad impattare con la covideconomia tricolore fatta sostanzialmente di lacrime e sangue. Un effetto quasi da nuclearizzazione con conseguente polverizzazione del tessuto economico territoriale lo aveva già compiuto il Covid-19 nella prima fase, ma adesso, a quasi 1 anno di distanza dall’inizio dell’era coronavirus, si sta in tutti i modi cercando di dare il colpo di grazia all’economia del nostro Paese.

Il parere di Gianni Lepre, opinionista economico del TG2, presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti Campania e Molise, e profondo conoscitore del tessuto produttivo del Mezzogiorno.”E’ fuori da ogni dubbio che il sistema erariale italiano abbia bisogno di introiti – esordisce l’economista – ma bisogna chiedersi se in questo periodo di pandemia sanitaria ed economica valga la pena far valere il diritto all’incasso o quello al rilancio del tessuto produttivo“.

In pratica, venendo al noccio della questione – ha continuato Lepre – si tratta di stabilire il classico valore dell’uovo o della gallina. Una riscossione aggressiva oggi significa perdere il tessuto industriale dal quale si riscuote; al contrario, condonare ed incoraggiare chi è sul lastrico a rimettersi in carreggiata, vuol dire assicurarsi gli introiti a tempo dovuto“. Il prof. Lepre ha poi concluso: “In Italia questo discorso è divenuto una chimera grazie a politiche di business che vanno molto oltre la regolamentazione industriale del sistema Paese. Oggi si è avvezzi a penalizzare fiscalmente le nostre Pmi a favore dei grandi colossi del web che vengono solo ad attingere e pagano le imposte in altri paesi. Insomma, per rialzare qualcosa bisogna inevitabilmente abbassarne un’altra, è una legge della fisica, che coincide esattamente con l’economia: solo che, chi governa questi processi, lo ha dimenticato…diciamo così“.