Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Panama… non solo geografia!

«Ci sei andata in vacanza? Che invidia!»

«Ma chi? Ma dove? …io non so nemmeno dove sia, Panama!»

In geografia beccavo solo insufficienze! E invece di farmeli amici, opportunisticamente, li ho sempre odiati, i saputelli secchioni con le lenti a fondo di bottiglia che sgranavano il rosario di tutti i capoluoghi e le province, e poi delle capitali, e a seguire, di mari oceani fiumi laghi monti e vulcani!

Macché, per me Panama è solo ed esclusivamente il fantastico cappello ricevuto in dono la settimana scorsa: bianco, con una fascia nera, morbido che lo puoi ciancicare, sgualcire, stropicciare, insomma ammappociare, che quello torna perfetto come nuovo. Naturalmente se è originale. Come quello che mi è stato regalato. Nulla, ma proprio nulla a che vedere con le pur originali produzioni degli amici asiatici mangiatori accaniti di riso, che non pronunciano la erre…

Il mio Panama è un tocco di eleganza e sobrietà, di originalità e di spasso, indossato nella storia da personaggi del fascino di Paul Newman e della classe di Jaqueline Kennedy, per non dimenticare Humphrey Bogart e il suo ghigno sornione che spuntava appena sotto la falda, e poi Theodore Roosevelt, che lo fece battezzare così, indossandolo durante l’inaugurazione del Canale di Panama, nel 1906.

Insomma, quando ci sono uscita portandolo sulla testa, l’altra sera, mi sono sentita tanto una Sean Connery: senza barba, certo, e con le tette, non molto pronunciate per la verità, ma quel tanto che fa la differenza tra un uomo e una donna. Eh sì, perché anche il mitico Sean, lo ha reso celebre.

Un abito bianco lungo, over size, informale ma non sportivo, maniche a giro, un poncho traforato, anch’esso bianco, accessori che richiamavano il raffinato black&white del cappello, et voilà… l’oggetto che è stato riconosciuto tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’Ecuador circondava la mia testolina diametro 55!

Beh, ci vuol poco che noi donne ci sentiamo di-vi-ne: poco, molto poco, diciamo che bastano attimi, gli stessi necessari a farmi scippare il mio adorato Signor Copricapo dalla testa, tramutando quella che si prospettava come una seratina effervescente e spumeggiante in una gassosa sgasata e moscetta… E chapeau ai ladri… e alle mamme loro!

Luciana Pennino

“L’educazione di una donna consiste in due lezioni: non lasciare mai la casa senza calze, non uscire mai senza cappello.” (Coco Chanel)

A proposito dell'autore

Luciana Pennino

Esordiente nel 2017 con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblica settimanalmente i "Pezzulli" e cura le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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