Arriva da Paestum, nel salernitano, l’ultima di una serie di restituzioni di reperti archeologici trafugati in Campania. Una persona in via del tutto anonima ha fatto recapitare, per il tramite del sacerdote confessore di una parrocchia del territorio, una busta con più di 200 monete antiche al Parco Archeologico chiedendo di consegnarle personalmente al direttore Gabriel Zuchtriegel.

Di 208 reperti numismatici 7 sono falsi, mentre dei 201 originali 5 sono in argento, una medaglietta è in alluminio e tutti gli altri sono in lega di rame. Inoltre, sono presenti 7 altri oggetti di vario materiale – spiega il professor Federico Carbone, numismatico dell’università di Salerno –. Tra le monete si distinguono due insiemi piuttosto omogenei: il primo è rappresentato dai bronzi della zecca di Paestum (soprattutto esemplari dal III sec. a.C. e fino all’età augustea), il secondo è composto da follis e frazioni di follis compresi tra la metà e la fine del IV sec. a.C. Non mancano alcuni bronzetti di Poseidonia, di Velia e di media età imperiale. Soltanto un paio sono moderne. Un buon numero – sempre riferibili a queste stesse serie – risulta illeggibile a causa dello scarso grado di conservazione. Inoltre, 45 esemplari potrebbero restituire maggiori informazioni a seguito di interventi di pulizia. La composizione del nucleo, quindi, rispecchia grosso modo quanto generalmente si rinviene nel territorio pestano”.

Vi avevamo già raccontato di ladri redenti che avevano riconsegnato il maltolto in un parco archeologico campano. In particolare alcuni mesi fa una turista canadese aveva restituito i preziosissimi reperti trafugati nel 2005 a Pompei, spiegando che dopo quel furto le erano capitate una serie di coincidenze sfortunate. Per questo era convinta che quegli oggetti portavano iella e per questo li aveva spediti all’interno di un pacco, insieme ad una lettera nella quale spiegava il motivo della restituzione.