Il tempio di Atena a Paestum, patrimonio Unesco dal 1998, sarà sottoposto ad un progetto per la conservazione ed il restauro grazie al contributo di finanziatori privati. Si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria sponsorizzato dalla Famiglia Barlotti del “Caseificio Barlotti” e dalla Famiglia Pagano, proprietaria del Savoy Beach Hotel e dell’Azienda Agricola San Salvatore 1988. Attraverso la piattaforma del Mibac Art Bonus, le due famiglie imprenditrici cilentane hanno reso possibile la ripresa dei restauri del tempio di Atena, a dieci anni dall’ultimo grande progetto di conservazione.

Le operazioni di manutenzione e restauro prevedono la rimozione dei sedimenti tra le lastre di travertino per evitare la crescita continua di vegetazione infestante, dannosa per la struttura; mentre, per quanto riguarda le parti alte, invece verranno effettuate riparazioni della guaina che protegge la struttura dalle infiltrazioni d’acqua piovana ed aggiusti delle parti metalliche inserite nel corso del tempo e non più eliminabili.

Questi interventi di manutenzione permetteranno, secondo il direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, di avere un quadro aggiornato ed esaustivo delle attuali condizioni dell’Athenaion e di tutte le sue componenti, per essere in grado di garantire la conservazione del tempio.   Zuchtriegel si è detto felice per queste nuove forme di cooperazione con il settore privato per poter garantire interventi di manutenzione costanti sui tre templi meglio conservati della Magna Grecia.

Altri progetti di ricerca, che interessano l’intero Santuario settentrionale, sono attualmente in corso: in collaborazione con l’Università di Colgate negli Stati Uniti, si investigherà  la storia del sito archeologico e del territorio fino alle più antiche ere geologiche per delineare, tra le altre cose, il quadro sui cambiamenti climatici della Piana del Sele, oggetto della mostra “Poseidonìa”, in programma al Museo di Paestum per il prossimo settembre.

Anche l’Università degli Studi di Salerno è coinvolta in un progetto di collaborazione che vede l’équipe salernitana impegnata nella realizzazione di indagini non invasive con georadar per indagare il sottosuolo per eventuali prossime campagne di scavo.