Raffaele Viviani uno dei primi esempi di regista del teatro italiano! Un artista di varietà che all’indomani della sconfitta di Caporetto si trasformò e fu costretto ad una metamorfosi e creò un teatro tutto suo, generato attraverso un ponte tra il Varietà e il teatro di prosa. Dopo la sanguinosa battaglia persa dall’esercito italiano (1917), ci fu una vera e propria rivolta contro il teatro di varietà, considerato troppo frivolo e gioioso per un momento così triste.  Così Raffaele Viviani  si reinventò iniziando a scrivere atti unici in cui un sottile filo conduttore riuniva i suoi personaggi, le sue macchiette, in un misto di prosa e di canzoni; la trasformazione fu da una drammaturgia dell’attrazione (numeri singoli separati tra loro) ad una drammaturgia dell’azione (quegli stessi numeri inseriti nella successione temporale di una trama). Il risultato fu un teatro originale ed unico, un misto di prosa, poesia e canto tutto sostenuto da tempi e ritmi precisi.

Nello Mascia

Ed proprio questo che si è visto nelle prove generali dello spettacolo O’ Vico, diretto da Nello Mascia giovedì 8 settembre nel cortile del Maschio Angioino . L’opera inaugurale di questo nuovo genere, così come prima rappresentazione di questa nuova compagnia di Attori Indipendenti,  è un atto unico in cui vine mostrato uno spaccato di vita napoletana, con i vari personaggi che entrano ed escono, come meteore: L’acquaiuolo, ‘O guappo ‘nnammurato, La capera (parrucchiera), Ferdinando ‘o cane ‘e presa, donna Sofia, la donna del guappo e molti altri.

Assistere alle prove generali di uno spettacolo teatrale è senza dubbio un grande privilegio. Nello Mascia, un direttore di attori molto esigente e meticoloso. Tutto è stato curato nei minimi dettagli, i costumi, il trucco, ecc. Ma è Nella natura dei testi di Viviani. È necessaria una rappresentazione precisa nei ritmi, scanditi qui dalle percussioni di Ciccio Merolla, che aiutano come in una danza nelle entrate e nelle uscite, nella velocità delle battute. Tutto è stato provato e riprovato e non c’è spazio per l’improvvisazione nel teatro di Viviani, perché è proprio come un ballo dove le azioni degli uni vanno ad incastro con quelle degli altri. E così ho assistito a Rosaria De Cicco in splendida forma che ha portato meravigliosamente il tempo insieme a Marianna Mercurio, allo stesso Nello Mascia ed a tutti gli altri incredibili attori di questa eccezionale compagnia di ‘Attori Indipendenti’. L’alternarsi veloce di canzoni e battute hanno danzato ad un ritmo sostenuto, che ha divertito senza essere frivolo, portando alla luce la naturale ironia napoletana, che aiuta a vivere in una non facile realtà allora come ora. Il realismo di Viviani è eterno perché non è solo uno spaccato della realtà napoletana dei suoi tempi, ma uno sguardo attento alla natura ed all’animo di un popolo…e questo non cambia nel corso del tempo.

Marianna Mercurio

O’Vico

9, 10, settembre ore 21

11 settembre ore 19:30

cortile Maschio Angioino o sala interna se piove

Simona Caruso