Si è aperta con l’Otello la rassegna “Opera talk show” al Diana, oramai giunta alla sua terza edizioneideata da Riccardo Canessa per avvicinare all’Opera Lirica noi “laici” del bel canto, che, si e no riconosciamo qualche aria quando viene usata nelle pubblicità o come colonna sonora di qualche film. Un compito arduo, quasi impossibile. Così il teatro è popolato da molti curiosi e qualche fan della musica lirica, che davvero non se la sente di perdersi l’occasione di saperne di più e di imparare qualcosa di nuovo. Sul palco c’è solo lui Riccardo Canessa, che davanti ad uno schermo, sul quale vengono proiettate delle clip di alcuni brani dell’opera, narra la storia dell’Otello. Inizia con la prima versione di Rossini, per poi concentrarsi sulla seconda più famosa edizione di Giuseppe Verdi. Il linguaggio è semplice, diretto sintetico, a tratti personale quando esprime un’opinione o quando racconta un aneddoto personale legato all’opera.

È una narrazione che mi porta indietro di anni, quando sedevo tra i banchi di scuola e la nostra insegnante di storia ci raccontava, piccoli aneddoti, curiosità talvolta divertenti, retroscena  che ruotavano intorno agli eventi principali, per farci appassionare e ricordare i fatti storici più importanti.  Canessa, regista di tante opere liriche, qui è diventato come una guida che ci conduce attraverso i meandri della trama dell’Otello. Gli aneddoti non sono citati a caso, ma sono come piccole torce messe li per farci comprendere meglio come tutti i tasselli dell’opera si incastrano assieme.

L’iniziativa, di “Opera talk show” è cominciata nel 2015 nella scuola media Carlo Poerio, per far avvicinare i più giovani alla musica lirica, il regista ha poi coinvolto anche un target adulto non abituato alla frequentazione operistica. Sempre seguendo la stessa formula, l’iniziativa è cresciuta dapprima in location come gallerie d’arte e ville settecentesche, sino a diventare un vero e proprio spettacolo teatrale, che ha riempito le sale di teatri come il il San Carlo, il Sannazaro ed, appunto, il Diana.

Il Primo appuntamento della rassegna è stato con “Otello: quasi 80 anni dopo RossiniGiuseppe Verdi, compose “Otello”, ultima opera di soggetto drammatico, dove la scrittura musicale e timbrica sottolinea le caratteristiche dei tre protagonisti con diverse sfumature melodiche, diversificandone dinamiche ed espressioni, in modo da ottenere l’assoluta fedeltà al dettato scespiriano. Diversamente da Macbeth, dove le convenzioni strutturali del melodramma ottocentesco ancora prevalevano rispetto alla drammaturgia originale. Ma come ha detto lo stesso Canessa, a conclusione della sua narrazione, citando il drammaturgo inglese George Bernard Shaw, paradossalmente sembra che Shakespeare abbia scritto l’Otello avendo in mente la musica e la rappresentazione operatica italiana del XIX secolo, poiché la tragedia shakespeariana della gelosia sembra essere stata creata apposta per essere rappresentata con il linguaggio musicale ed immaginativo di Verdi.

La prossima vista guidata nel mondo dell’opera sarà il 5 febbraio, sempre al Diana con “Il Barbiere di Siviglia”.

Riccardo Canessa

Diplomato in Logopedia, successivamente trasformata in Laurea ha partecipato a numerosi Congressi della Società Italiana di Foniatria e Logopedia, presentando sempre Comunicazioni Scientifiche. Dopo varie esperienze professionali nell’ambito della lirica in qualità di tecnico della voce, Direttore artistico e produttore, tra cui l’organizzazione di due tournèe negli Stati Uniti di Opera Nazionale Italiana (1998-1999), nell’estate 1998 diventa aiuto regista presso la Fondazione Arena di Verona, partecipando agli allestimenti di Rigoletto, Nabucco, Un ballo in maschera, Aida e Tosca. Lavora successivamente, con uguale incarico, al Siegfried e alla Bohème rappresentati rispettivamente al Festival di Erl (Austria) e al Teatro Regio di Parma.

Nel frattempo inizia l’attività di regista con Rigoletto al Coliseu di Lisbona, Otello in tour negli Stati Uniti e La Bohème al Teatro del Giglio di Lucca, poi in tour a Pisa, Livorno e Mantova.
Debutta al Teatro Filarmonico di Verona nel novembre 1999 con Traviata; seguono Tosca al Teatro Verdi di Salerno, Carmen al Teatro Verdi di Padova, Il barbiere di Siviglia, Don Pasquale, Cavalleria Rusticana e Pagliacci al Teatro Comunale di Adria.

Nel 2001 è invitato in Spagna per diverse rappresentazioni di Rigoletto, debutta all’Opera Municipal di Marsiglia con I Lombardi alla prima Crociata e l’Elisir d’amore al Teatro Mancinelli di Orvieto. Nel 2002 torna a Marsiglia con Macbeth e Don Chisciotte, quest’ultimo ripreso anche all’Opera di Nizza. Ottiene inoltre un grande successo personale al Regio di Parma con il dittico La Clochette di Egidio Romualdo Duni e Il Campanello di Donizetti. Dopo l‘Elisir d’amore al Filarmonico di Verona inizia una lunga collaborazione con la Fondazione Toscanini, per la quale mette in scena Macbeth, Ernani e una originale forma scenica del quarto movimento della Nona di Beethoven al Castello di Vigoleno di Vernasca. Ancora per la Toscanini, Isabeau di Mascagni nel Parco Ducale di Sassuolo e Attila a Busseto, nel 2005.

Dopo il trittico Verdi-Shakespeare, Macbeth, Otello e Falstaff, al Teatro Magnani di Fidenza, e L’Osteria di Marechiaro di Paisiello allo storico Teatro Comunale di Cagli, collabora col Festival delle Ville Vesuviane riprendendo Il Campanello a Villa Campolieto assieme ad Elisir d’amore e Rigoletto a Villa Favorita. Nel 2007 allestisce Tosca all’Arena Flegrea, per incarico del Teatro Verdi di Salerno, per il quale, metterà in scena nel 2008 La Sonnambula di Bellini. Per il Teatro San Carlo di Napoli, ritorna all’Arena Flegrea nel luglio 2008 con Il barbiere di Siviglia, mentre ad agosto dello stesso anno produce un particolare allestimento del Pierrot Lunaire di Schoemberg, dedicato alla suggestiva ed attesa riapertura della Via Krupp, a Capri. A novembre Cavalleria Rusticana e Pagliacci al Teatro Magnani di Fidenza.
Riprende nel 2009, al Filarmonico di Verona, l’Elisir d’Amore, e successivamente, mette in scena allo storico Teatro Olimpico di Vicenza la prima esecuzione mondiale di Giocasta, con musica di Azio Corghi. Poi Rigoletto al Teatro Verdi di Salerno, con Renato Bruson protagonista e Daniel Oren direttore. Adriana Lecouvreur al teatro Magnani e la ripresa di La Sonnambula al Festival “Alfredo Kraus” di Las Palmas di Gran
Canaria. Dopo Rigoletto al Seoul Art Center, in Corea, mette in scena a Salerno Romeo et Juliette e I Puritani, che riprende a Seoul nel giugno 2011. Dopo il grande successo de Don Trastullo al Teatro San Carlo, con scene e costumi della pittrice Patrizia Balzerano, Les Pecheurs de perles e Aida a Salerno e Il Campanello dello spezialeal
Teatro San Carlo di Napoli.