Alle prime ore di ieri mattina, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – D.D.A., militari dell’Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta e della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta e del Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Roma hanno dato esecuzione a misure cautelari personali e reali, emesse dal GIP presso il Tribunale campano.

In particolare sono state eseguite 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere, nonché 2 misure cautelari personali di natura interdittiva nei confronti di altrettanti soggetti indagati, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e concorso in associazione mafiosa, turbativa d’asta, corruzione, abuso d’ufficio e riciclaggio dei capitali illeciti, nonché un decreto di sequestro preventivo di aziende e quote societarie per circa 15 milioni di euro.

Le investigazioni dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno riguardato il titolare della società Immobiliare Generale (oggetto di sequestro), Domenico Pagano, ritenuto gravemente indiziato di essere inserito nel Clan dei Casalesi. A Pagano è stato anche sequestrato il cd. “Palazzo delle Cento Persone” di Capua dove sarebbe dovuta sorgere una RSA.

Altro destinatario della misura è Domenico Farina, ritenuto gravemente indiziato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, amministratore unico della Prisma Costruzioni S.R.L, società riconducibile al collaboratore di giustizia Francesco Zagaria, aggiudicataria di vari appalti pubblici con la connivenza di vari amministratori locali.

Le indagini della Guardia di Finanza hanno, invece, interessato il gruppo imprenditoriale casertano riconducibile ai cugini Giuseppe e Francesco Verrazzo, ritenuti gravemente indiziati per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, operanti nel settore delle costruzioni edili che, avvalendosi della forza di intimidazione del Clan dei Casalesi e grazie alla compiacenza di amministratori locali, si sono aggiudicati appalti pubblici nel territorio casertano, e assicurando il sostegno elettorale alle compagini politiche locali legate ad esponenti del Clan.

In tale ambito, lo sforzo investigativo dei militari della Guardia di Finanza si è concentrato sulla ricostruzione economico-patrimoniale delle illecite ricchezze accumulate negli ultimi 20 anni dagli indagati, anche attraverso i propri nuclei familiari e società a loro riconducibili, consentendo l’adozione di provvedimenti cautelari finalizzati alle ipotesi di confisca previste dalla legislazione antimafia. 

Con la medesima ordinanza è stata infine applicata la misura cautelare interdittiva per la durata di un anno e della presentazione alla polizia giudiziaria all’Ing. Francesco Greco, responsabile protempore dell’ufficio tecnico del Comune di Capua ritenuto gravemente indiziato per turbata libertà degli incanti e corruzione, e a Andrea D’Alessandro, impiegato presso un Istituto bancario, all’epoca in servizio presso una filiale bancaria di Santa Maria Capua Vetere, ritenuto gravemente indiziato anche per riciclaggio in quanto quest’ultimo con il suo operato consentiva trasferimenti di denaro contante su conti bancari riconducibili al sodalizio camorristico.

L’operazione si inserisce nel quadro delle azioni poste in essere dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, volte al contrasto dell’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale, nonché all’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati.