Prima edizione di Open House Napoli,  il festival globale dell’architettura e del design che vedrà coinvolte  più di 100 location partenopee. L’evento interamente gratuito vedrà la  partecipazione di 500 volontari che aiuteranno i visitatori a  conoscere gli edifici della città.

“Un evento unico nel suo genere che aprirà le porte di edifici  sconosciuti a molti – commentano gli organizzatori -, che fanno parte  della storia ma anche della modernità della città. Si potranno visitare spazi rigenerati come il Teatro Nest o il nuovo campus  universitario della Federico II di San Giovanni a Teduccio ma anche  studi privati, palazzi antichi, metropolitane, filobus storici e tanti  altri spazi poco accessibili durante l’anno che potranno essere  rivelati al pubblico in questa due giorni”.

“Nella città più importante del Mezzogiorno – continuano gli  organizzatori – , Napoli è una capitale che merita un palcoscenico  come quello di Open House. Una metropoli che in virtù dei suoi oltre  venticinque secoli di storia sedimentati presenta un patrimonio  architettonico peculiare. Una città stratificata: i cui strati  talvolta coesistono nel medesimo spazio. Poche città permettono di  costruire un racconto architettonico simile”.

Open House Napoli servirà da modello per l’edizione di Vilnius, in  Lituania. In questi giorni a Napoli oltre alla fondatrice Victoria Thornton che arriva per l’occasione da Londra, sarà presente una delegazione del comitato organizzatore lituano.

“Nella filosofia del modello Open House c’è la voglia di raccontare la  città viva, quella autenticamente esperita ogni giorno dai cittadini,  proprio per far capire quanto l’architettura influenzi il loro  quotidiano. Questo ci ha spinto a costruire un programma che  presentasse uffici, factory creative, scuole, università, studi  professionali, infrastrutture, spazi recettivi. Abbiamo voluto poi  raccontare la città nella sua interezza, tra centro e periferia,  ragione per cui sono rappresentate tutte e dieci le municipalità”.

“Non resta che godervi la città e guardarla con occhi  diversi. Sarà grande, una piccola ma grande rivoluzione al primo atto”.

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