Con l’accusa di essere il mandante dell’agguato ad Attilio Romanò, la Corte di Appello di Napoli ha condannato all’ergastolo Marco Di Lauro. Attilio Romanò, lo ricordiamo, venne ucciso il 24 gennaio del 2005, all’interno del suo negozio di telefonini perché fu scambiato per il nipote del boss scissionista Rosario Pariante, vero bersaglio dei killer. Tra il 2004 e il 2005 una violenta faida insanguinò la periferia settentrionale di Napoli. Questa mattina in aula, presenti l’assessore comunale Alessandra Clemente, la madre di Attilio, la sorella Maria accompagnata dal marito. La difesa fuori dall’aula ha già annunciato il ricorso in Cassazione. Marco Di Lauro ha appreso la notizia della sua condanna all’ergastolo in videoconferenza dal carcere di Sassari, dove si trova detenuto. Soddisfazione per il verdetto è stata espressa dal pool anticamorra e dalla parte civile rappresentata dall’avvocato Paolo De Angelis.
Il più giovane dei figli di Paolo Di Lauro, Marco è stato protagonista della faida di Scampia e venne arrestato a inizio marzo nel corso di un blitz scattato con un’operazione condotta da polizia, carabinieri e guardia di finanza e coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli con il procuratore Giovanni Melillo e i pm Maurizio De Marco e Vincenza Marra. Il superlatitante da 14 anni sfuggiva alla giustizia fino a pochi mesi fa, quando fu trovato in un appartamento di Chiaiano. Condannato in primo e in secondo grado alla pena dell’ergastolo ‘F4’, Marco Di Lauro si vide cancellare l’ergastolo dalla Corte di Cassazione che dispose un nuovo processo d’Appello. Per l’omicidio di Attilio Romanò è stato già condannato in via definitiva Mario Buono, indicato come l’esecutore materiale.