I carabinieri e la polizia hanno arrestato oggi due persone ritenute a vario titolo responsabili di omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, incendio, ricettazione, aggravate dalle finalità mafiose. Giovanni Salomone e Giovanni Borrelli, questi i loro nomi, sono finiti in manette al termine dell’attività di indagine condotta dalla Squadra Mobile di Napoli e dal Nucleo Investigativo di Napoli.

Gravi gli indizi di colpevolezza raccolti nei confronti dei due, in relazione all’omicidio di Luigi Mignano. La vittima, 57 anni, venne uccisa il 9 aprile scorso in via Ravello, di fronte all’istituto “Vittorino da Feltre”, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, mentre accompagnava a scuola insieme al figlio, rimasto ferito nell’agguato, il nipotino.


I due componenti del commando, arrestati oggi, hanno permesso di ricostruire in maniera definitiva tutte le fasi dell’azione omicida, che va ricondotta nell’ambito della contrapposizione armata tra i clan Mazzarella, e Rinaldi, per il controllo delle attività illecite nell’area orientale del capoluogo campano. Per quel delitto il 4 maggio scorso vennero emessi provvedimenti di fermo, nei confronti di sette persone, ritenute elementi apicali e affiliati al clan D’Amico, articolazione del gruppo camorristico Mazzarella operante nel quartiere di San Giovanni a Teduccio.


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Barbara Caputo

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