La periferia di Napoli nella rassegna di cinema d’autore “Ombranera”, dedicata alle scuole. L’adolescenza perduta in una Napoli che spaccia, stupra, imprigiona ma fa anche sognare è il leitmotiv di “Diario di Carmela” opera prima di Vincenzo Caiazzo, in programma lunedì 14 dicembre su piattaforma streaming FestHomeTV (mattina dedicata alle scuole, serata aperta a pubblico previa registrazione gratuita). Regista e prima attrice dialogheranno col pubblico. 

Enzo Caiazzo, formatosi con Domenico Procacci nel laboratorio della Fandango, ha realizzato numerosi cortometraggi e mediometraggi premiati dalla critica. La sua Carmela (la quindicenne esordiente Mariasole Di Maio ospite al dibattito pre-visione di lunedì 14 assieme al regista) vive ai piedi del Vesuvio, a Piano Napoli, quartiere di Boscoreale, una delle principali zone di spaccio della provincia partenopea. «Ho vissuto quella vita per due settimane, ma mi hanno scritto tanti miei coetani per dirmi che quella è la loro vita sempre», dice l’attrice. Per il registra però il film è anche il racconto di una possibilità di cambiamento e di riflessione «per tutti quelle ragazze e ragazzi che ogni giorno sono costretti a lottare contro una vita fatta di degrado e criminalità».

La rassegna “Ombranera” sta portando nelle scuole film conosciuti ma anche nuovi talenti per «fornire ai giovani uno sguardo libero e indipendente che porteranno anche nella vita», afferma il regista Mimmo Calopresti, tra i promotori del progetto. “L’ombra nera dei margini – Periferie urbane e sociali nel cinema e nel linguaggio audiovisivo”, è un’iniziativa realizzata all’interno del Piano Cinema per la Scuola 2019 con il contributo del MIUR e del MIBACT. Il coordinamento è dell’Associazione “A Mano Disarmata” con la collaborazione del Nuovo Cinema Aquila di Roma, dell’Associazione Nazionale Filmaker e di Mandragola editrice. Più di mille i ragazzi coinvolti nel progetto “L’ombra nera dei margini”, che prevede anche un concorso video e un laboratorio a distanza su elementi di linguaggio filmico. «Speriamo di riuscire ad aiutare i giovani a sviluppare curiosità per un cinema che non vedono usualmente», continua Calopresti. E conclude: «Mettere la mia esperienza al servizio di chi fruisce il cinema per me è sempre stimolante».

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