Imagine – Tareq M Photography dal sito: Visit London

Oggi ho trovato un penny nella mia borsa. Era una borsa che non usavo da tempo, da quando vivevo in Inghilterra. Ho sempre voluto vivere lì da quando avevo 13 anni, dopo aver scoperto i Beatles. Era il paese della libertà e del “fairplay”. Così quando compii 18 anni andai ci per un anno come ragazza alla pari, per imparare l’inglese. Era il 1986. Tornai solo per completare i miei studi, e nel 1991, dopo aver conseguito il diploma di Interprete e Traduttore ritornai nella terra di Tolkien, e di Harry Potter, di Alice e di Jane Austen e di tantissimi altri; nel mio paese di adozione. Il posto che amavo più di qualsiasi altro. Sono tornata a Napoli l’anno scorso per motivi familiari, tuttavia l’Inghilterra e rimasta per me la mia seconda patria, il paese nel quale ho trovato la mia identità ideologica e culturale…

Non voglio addentrarmi in discorsi economici o politici sulle conseguenze del Brexit. Non mi interessano. Molto è stato detto e, nei prossimi giorni molto ancora sarà detto da esperti in materia. Non sono le conseguenze che mi disturbano, ma le cause. Se la Gran Bretagna fosse uscita dall’UE per motivi economici sarebbe stato accettabile, ma che la campagna per il referendum per l’uscita dall’Europa sia stata basata prevalentemente sull’immigrazione è preoccupante, e più preoccupante ancora è stato il fatto che il 51% della popolazione la ha ascoltata. Ha fatto leva su una campagna di disinformazione basata sulla paura, sulla rabbia e sulla frustrazione che nutrono la discriminazione e l’odio; e così gli inglesi del”Keep Calm and Carry on” hanno perso la loro flemma e la loro prospettiva.

The Beatles' Rooftop Concert in 1969 (4)

Tutti i miei più cari amici che vivono nel Regno Unito si sono sentiti smarriti per quanto e successo ed e per questo che vorrei concludere queste mie brevi considerazioni con una citazione di una mia amica, che, il giorno prima del referendum, ha scritto uno dei passaggi più commoventi che abbia mai letto:

“Ciao a tutti,
Vorrei provare a ricordare … in qualunque modo il voto UE vada …. andremo avanti. Ricordiamo con gratitudine che abbiamo una democrazia in cui possiamo votare. Che siamo per lo più al caldo, al sicuro, abbiamo cibo sulle nostre tavole e la nostra vita ci dà molte opportunità per essere felici, anche se vengono dei giorni che sembrano difficili. Prendiamoci cura di questo nostro bel pianeta del nostro prossimo. Nessuno intenzionalmente vuole comportarsi male, stiamo facendo tutti del nostro meglio, anche quando le nostre azioni hanno delle conseguenze negative, anche quando commettiamo delle scelte sbagliate, meritiamo compassione …. forse siamo ignoranti, ma la rabbia e l’odio non ci insegneranno mai tanto quanto la pazienza e la comprensione.

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Ognuno di noi cerca solo di vivere nel miglior modo possibile per sé e per i suoi cari, a volte siamo solo un pò ottusi e non sappiamo come raggiungere questo obiettivo. Ma non per questo dobbiamo chiudere i nostri cuori e le nostre menti verso gli altri. E’ importante continuare ad ascoltarci e non dimenticare di sorridere … non abbiamo abbastanza tempo su questa terra, per sprecarlo nel risentimento verso l’altro. Ognuno di noi è il solo responsabile del ruolo che giochiamo … quale sarà il tuo contributo?” (D. Banks)

Questo è stato postato, come dicevo, il giorno prima del referendum, ed è la Gran Bretagna nella quale mi riconosco. Ora però vado a mettere via quel penny in attesa di giorni migliori…

Simona Caruso