Il Paese è fermo. La priorità è fare ripartire le opere pubbliche bloccate: strade, scuole, acquedotti, dighe, raccordi ferroviari, un elenco di opere fondamentali per lo sviluppo dei territori e il benessere dei cittadini‘’. E’ questo il commento, affidato ad una nota diffusa dagli imprenditori sanniti riguardo la crisi che ha travolto il settore edile. Ma a mettere in ginocchio il comparto, oltre alla crisi congiunturale nazionale, sono anche un sistema giudiziario inefficiente e un sistema di norme afflittivo. Le norme esistenti sono troppe e rallentano enormemente i tempi necessari per il regolare svolgimento delle attività d’impresa: oltre 21 provvedimenti normativi per le terre rocce da scavo; 70 disposizioni modificate per il testo unico, oltre 100 gli adempienti e le scadenze sul fronte fiscale. Semplificare, sbloccare e rinnovare sono le parole chiave per poter immaginare una nuova ripartenza e soprattutto per aspirare ad un Futuro senza freni. Saranno questi i temi trattati oggi, in occasione della IV Giornata del Costruttore, nel convegno promosso da Confindustria-Ance Benevento, con inizio alle ore 9 presso il Complesso San Vittorino.
‘’La filiera delle costruzioni è lunghissima ed attiva l’80% dell’economia, sbloccare il settore vuole dire far ripartire l’economia. Servono regole semplici senza deroghe, una sburocratizzazione forte e tempi certi per la realizzazione delle opere. Le imprese e il Paese non possono più aspettare. La quarta giornata del costruttore sarà dedicata alle principali questioni che attanagliano il Paese e non consentono al settore edile e all’intero sistema economico di ripartire e recuperare competitività. Sono circa 749 le opere bloccate che valgono oltre 62 miliardi e 15000 posti di lavoro. Il costo della burocrazia corrisponde a 3 punti percentuali del PIL. Il Paese sta soffrendo da anni il crollo degli investimenti, causa principale delle difficoltà economiche aggravate da pressione fiscale troppo elevata e da margini di redditività inesistenti”.