“Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni non ha bisogno di un impianto di compostaggio’’. A spiegarlo senza troppi giri di parole è l’associazione Trasparenza e Legalità, attraverso i social prima, la piazza poi. Centinaia di cittadini infatti hanno manifestato oggi a Castelnuovo Cilento per far sentire la loro voce di protesta al progetto. Secondo l’associazione la strada da seguire è un’altra: “Al di là dei sostenitori del SI e del NO all’Impianto – si legge poi in una nota pubblicata sui social – esiste il buon senso e la legge, che indicano in modo univoco la direzione da seguire ai comuni e alle regioni, ossia promuovere e realizzare il Compostaggio di Comunità, soluzione ideale per i piccoli comuni, proprio come la realtà del territorio del Parco il progetto dell’impianto di Castelnuovo Cilento è anacronistico, rispetto alla logica e alla normativa”.

I residenti chiedono ora che l’ente Parco e il Ministero dell’Ambiente facciano sentire la loro voce nelle sedi istituzionali competenti. Il maxi impianto, secondo indiscrezioni, dovrebbe contenere circa 30 tonnellate di umido e sorgere lungo la super-strada ‘Sp 430’ tra l’uscita di Vallo Scalo e quella di Vallo della Lucania, in un’area limitrofa al parco nazionale del Cilento. Questo significa che andrebbe ad interessare, oltre a Castelnuovo Cilento, anche i comuni di Casal Velino, Salento e Vallo della Lucania. L’Impianto di Compostaggio di Castelnuovo Cilento, secondo l’associazione Trasparenza e Legalità, è in contrasto con la legge che fissa i criteri che devono ispirare le scelte di regioni e comuni.

Intanto il deputato di FdI, Edmondo Cirielli, ha indirizzato un’interrogazione al ministro per l’Ambiente, Sergio Costa, chiedendo se sia a conoscenza «della gravità dei fatti» e se voglia mettere in atto azioni volte a «tutelare le aree di pregio ambientale» da «possibili conseguenze negative del progetto».