NAPOLI, 12 GEN -l’ANSA comunica che nei laboratori del CEINGE, il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologie Avanzate di Napoli diretto da Franco Salvatore, e già noto recentemente come sede delle prime ricerche per il vaccino per il virus Ebola e per tante altre significative ricerche scientifiche, è nata una nuova speranza per la cura e la diagnosi precoce di uno dei tumori più diffusi: il carcinoma polmonare non a piccole cellule.

Ogni anno in Italia si manifestano circa 34.000 nuovi casi di tumore polmonare non a piccole cellule (si tratta dell’80% dei tumori polmonari) e tra questi 27.500 persone ne muoiono mediamente in sei mesi (circa 22.000 uomini e 5.500 donne). Il carcinoma polmonare rappresenta, infatti, in Italia la prima causa di morte oncologica negli uomini e la seconda nelle donne.

La prestigiosa rivista scientifica internazionale Oncotarget, sulla quale questa ricerca è stata pubblicata spiega come L’H-Prune promuove la migrazione delle cellule. Esperimenti fatti dal vivo dimostrano che inibendo l’h-Prune si inibisce, a sua volta, anche la formazione delle metastasi, aumentando le possibilità di sopravvivenza della cavia. Con la misurazione dei livelli di h-Prune nella circolazione sanguigna periferica, in pazienti con il cancro ai polmoni, si può diagnosticare con anticipo questo tipo di tumore, usando l’h-Prune come marker. La ricerca portata avanti nei laboratori del CEINGE analizza il meccanismo di azione del l’h-Prune in cellule tumorali, ed aiuta anche l’identificazione di nuovi target terapeutici per il tumore polmonare non a piccole cellule.

Questo progetto di ricerca, che è stato finanziato dall’Unione Europea (fondo EU-FP7 «Tumic») e dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha visto la cooperazione di un’ampia squadra di centri di ricerca italiani e internazionali: il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università Federico II di Napoli, la Stazione Zoologica Anthon Dohrn, il Dipartimento di Scienze Cardiotoraciche e Respiratorie della Seconda Università degli Studi di Napoli, il Dipartimento di Pneumologia e Tisiologia dell’Azienda Ospedaliera «Vincenzo Monaldi» di Napoli, la Functional Genomic Unit dell’Istituto Nazionale dei Tumori «Fondazione Pascale», il Dipartimento di Biologia e Patologia Cellulare e Molecolare del CNR, l’Institute of Pathology dell’Università di Basilea, la School of Biosciences dell’Università di Cardiff e il CNRS, il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi.

 Da: ANSA, Corriere del Mezzogiorno, Oncotarget

Simona Caruso