Una nuova tomba risalente al II secolo a. C. è stata portata alla luce a Cuma dagli archeologi Priscilla Munzi, del Centre Jean Bérard (CNRS – Écolefrançaise de Rome) e Jean-Pierre Brun, professore del Collège de France, che si sono concentrati sull’area settentrionale della grande necropoli esterna. Una zona che appare caratterizzata dalla presenza di diverse tombe, costruite con grandi blocchi in tufo e facciata monumentale.

Il monumento funebre a camera ipogea, presenta eccezionali decorazioni, ancora in buono stato di conservazione, raffiguranti scene di banchetto. Una figura maschile nuda, che sorregge nella mano destra una brocca in argento ed in quella sinistra un calice, è  rappresentata sulla parete d’ingresso della camera funeraria. Ai lati dell’uomo si possono vedere un tavolino ed alcuni vasi ed anfore di grosse dimensioni.

Sulle pareti laterali invece, sono dipinti dei paesaggi incorniciati in alto  da un fregio floreale. La parte centrale della volta, è dipinta in giallo mentre le pareti più in basso – e i tre letti funerari – sono di un rosso intenso. La ricchezza delle decorazioni suggerisce l’appartenenza dei defunti ad una casta sociale importante. Sfortunatamente la tomba è stata più volte derubata e spogliata in passato.

Il parco archeologico dei Campi Flegrei sostiene la ricerca con particolare attenzione all’aspetto internazionale, e considera la collaborazione con il centro Jean Bérard di altissimo profilo. Questa scoperta arricchirà il museo, dando nuovi slanci alle indagini in corso nell’antica città flegrea e sarà utile al progresso storico e scientifico dell’intero parco archeologico”. Ha sottolineato, in un intervista, il direttore del MANN Paolo Giulierini.