“Nun Stutat o’ Ffuoc” è il titolo della prima edizione del progetto Cineforum, realizzato e organizzato dall’associazione giovanile di San Giorgio a Cremano, CremanoGiovani. Da oggi, 18 febbraio, fino al 15 aprile, ogni mercoledì a partire dalle ore 20.30, sarà trasmesso uno dei film proposti in programma, per un totale di 9 proiezioni, che avranno luogo nella Biblioteca comunale all’interno di uno dei palazzi più belli del Miglio d’Oro, Villa Bruno. Ingresso gratuito per tutti i soci dell’associazione.

La rassegna cinematografia nasce dall’idea di due giovani studenti universitari, Claudio Palumbo e Simone De Vivo, di rispolverare le pellicole dei grandi registi che hanno saputo raccontare i mille volti e le mille contraddizioni di una città, tanto bella quanto difficile, che è  Napoli. I mercati rionali e le piazze del centro storico risuonano delle melodie delle più belle canzoni della tradizione partenopea, in un crescendo di emozioni, ricordi e “Passione”, titolo del documentario cinematografico firmato John Turturro.

Questi stessi luoghi, dove si esibiscono i più famosi cantanti della musica italiana, da Massimo Ranieri, Lina Sastri agli Avion Travel, sono anche il teatro delle terribili e sanguinose stragi della camorra. Gli uomini della malavita la fanno da padroni su una terra dove la forza della legge arriva sempre troppo tardi, sempre dopo i colpi di pistola e i morti. “Gomorra” di Matteo Garrone, tratto dall’omonimo best seller di Roberto Saviano, scuote le anime di chi ancora oggi si gira dall’altra parte di fronte alla crudeltà delle guerre fra clan e di chi ancora non sa che ormai la criminalità organizzata si è infiltrata ovunque, dai più bassi ai più alti piani dell’economia italiana ed addirittura europea. E che vive di riscossioni di pizzo fino alla gestione delle grandi gare d’appalto per lo smaltimento dei rifiuti tossici. Chi trova invece il coraggio di denunciare tutto questo sembra destinato a soccombere: “Fortapasc”, il pluripremiato film di Marco Risi, è la tragica storia di Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra a soli 26anni per aver indagato sulle alleanze dei clan camorristici e riesce a smascherato la corruzione del sindaco di Torre Annunziata.

Napoli non è però completamente gettata nel baratro della corruzione e del disfacimento morale, Napoli riesce ancora a resistere viva grazie alla sua multanime cultura, che tanto ha affascinato il “Giovane Favoloso Leopardi, grazie alla sua filosofia, che da duemila anni aleggia ancora nei modesti salotti dei grandi poeti e pensatori contemporanei, come in “Così Parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo.

Stasera proiezione di “Passione” di John Turturro

Simone De Vivo