Novembre.

Un altro mese “caldo” per le agende di docenti e alunni campani.

È della scorsa settimana, infatti, l’ultimo provvedimento del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che prevede due punti fondamentali a chiarimento degli sviluppi delle attività didattiche previste fino al giorno 14 novembre.

Nel decreto, si legge:

1.1 con decorrenza dalla data del presente provvedimento e fino al 14 novembre 2020, su tutto il territorio regionale è confermata la sospensione delle attività didattiche in presenza per le scuole primaria e secondaria, fatta eccezione per lo svolgimento delle attività destinate agli alunni affetti da disturbi dello spettro autistico e/o diversamente abili, il cui svolgimento in presenza è consentito previa valutazione, da parte dell’Istituto scolastico, delle specifiche condizioni di contesto; è altresì confermata la sospensione delle attività didattiche e di verifica in presenza (esami di profitto e verifiche intercorso) nelle Università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno, ove già programmate in presenza dal competente Ateneo;

1.2 con decorrenza dal 2 novembre 2020 e fino al 14 novembre 2020, su tutto il territorio regionale, fatta eccezione per l’attività amministrativa e fermo restando l’obbligo di effettuare le riunioni da remoto, è sospesa l’attività in presenza nelle scuole dell’infanzia;”

E così, una scuola campana dalle scelte così “indipendenti”, con misure anti-contagio consistite in apertura ritardata e con didattica al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, adesso si ritrova in un mosaico più ampio di regioni coinvolte in un flusso di provvedimenti che sembrano, invece, mostrare una certa uniformità. Ecco, quindi, che le attività didattiche in aula delle scuole secondarie di prima e secondo grado saranno totalmente a distanza, in Umbria, dal 3 al 14 novembre, mentre, in Piemonte, lo saranno dal 2 al 24 novembre, ma solo per le scuole secondarie di secondo grado. Stessa sorte per Lombardia, Abruzzo, Calabria e Sicilia.

Questa, quindi, la risposta delle regioni al DPCM del 24 ottobre, attuativo dal 26 ottobre, i cui aspetti salienti erano stati l’incremento della didattica digitale integrata, “per una quota pari almeno al 75 per cento delle attività”, con un ingresso degli alunni, in ogni caso, successivo alle ore 09:00.