Dalla scuola virgiliana di Posillipo – ispirata all’epicureo piacere del vivere –, la filosofia che nasce a Napoli segue le vie del Centro Storico fino alla casa di Metronatte, dove Seneca non mancava una lezione. Passando per la biblioteca di Tommaso d’Aquino, s’incrociano Giambattista Vico e Benedetto Croce che discutono di dignità e istituzioni seduti in un caffè di piazza San Domenico Maggiore, mentre per via Toledo, Giacomo Leopardi è assorto nella sua amarezza. Nostalgia del desiderio ripercorre la storia del pensiero che Napoli ha prodotto, andando oltre i confini della città per assumere una forza politica e educativa, che parla di relazioni affettive e sentimento. Parallelamente, è anche il racconto della filosofia della “napoletanità“, del nascere (o diventare) napoletani, perché mai come in questa città è vero e decisivo il legame tra il modo in cui si è e il luogo che si abita, con tutta la sua bellezza e tutte le sue problematiche. E allora «siano perdonati», come scriveva Goethe, «tutti coloro che a Napoli escono di senno».

Nostalgia del desiderio. La filosofia che nasce a Napoli

di Giuseppe Ferraro (ed. Castelvecchi)

30 settembre 2019 ore 17.30

La Feltrinelli – Napoli, Via S. Caterina a Chiaia 23

Assieme all’autore ne parleranno Nino Daniele e Maurizio de Giovanni. Omaggio a Pino Daniele con  il contrabbasso del maestro Gianni Stocco.

Napoli è come è sempre stata. Bisogna provarla, perché si sbaglia sempre a parlarne per luoghi comuni. Napoli si può raccontare, non giudicare. Fa eccezione. È singolare. Parla solo a chi la prova. Bisogna parlarsi dentro di Napoli. Sentirla. Viverla. Esserne strada, vicolo, vento, tufo, piperno, colore e calore, mare, voce. Prima e poi, “continuamente”, si mette di traverso in ogni discussione, quale che sia, si fa sentire, “si mette sempre in mezzo”, arriva puntuale il suo richiamo, prima negativo e poi di gloria di riscatto. È un confine interiore. Napoli è persona. Ne parliamo sempre parlandole. E come per le persone care, a dirne male può solo chi le ama, nessun altro può permettersi l’ingiuria. Il dolore che ci riserva la sua condizione sa sempre di amore. Napoli è sul confine della felicità, appena a un passo dall’essere così come è, bellissima.

Giuseppe Ferraro: già professore di Filosofia Morale alla Federico II di Napoli, tiene corsi di filosofia nelle carceri e nei luoghi d’eccezione, “nei quartieri del buon Dio” delle periferie del mondo e nelle scuole cosiddette “a rischio”. È responsabile di “Filosofia fuori le mura”, scuola d’arte e filosofia. Ha insegnato alla Ludwigsuniversität di Friburgo. Ha curato edizioni e traduzioni di testi di Husserl e Nietzsche. Tra le sue ultime opere: La porta di Parmenide (2018), Bambini in filosofia e Imparare ad amare (2015).

Ingresso libero