Venerdì scorso Noemi, la bimba ferita gravemente in un agguato di camorra in piazza Nazionale lo scorso 3 maggio, è stata ricevuta in forma strettamente privata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Lo rende noto il padre della piccola, Fabio, che ci ha concesso un’intervista, che riportiamo. La visita segue l’invito espresso dal capo dello Stato nella serata di inaugurazione delle Universiadi, quando chiese di poterla rivedere. Nelle stesse ore dell’incontro al Quirinale, si sono chiuse le indagini a carico dei due fratelli accusati di aver compiuto l’agguato di camorra in piazza Nazionale nel quale la bambina fu gravemente ferita.

D- Come sta Noemi?

R- Le nostre giornate sono scandite dalle consulenze mediche. Veniamo già da un intervento molto delicato per l’estrazione del proiettile, vorremmo evitarne un altro in questo momento. Il problema che stiamo affrontando riguarda la colonna vertebrale, poiché il proiettile che ha trapassato il busto di Noemi ha rotto due vertebre, il corpo di una delle quali è letteralmente esploso. Non essendosi formato il callo osseo, i medici hanno iniziato a parlare della necessità di fare una “fusione spinale”. Così, siamo stati a Milano e questa settimana andremo a Bologna per consultare altri specialisti. Con un innesto osseo, ricavato da un frammento di costola, si agganciano le due vertebre rotte, a cui si aggiunge una placca in titanio che si aggancia ad altri due corpi vertebrali sani. I medici vorrebbero operare prima che la curvatura della schiena peggiori. Al momento, tiene anche grazie al corsetto che Noemi deve indossare notte e giorno, ma non sappiamo quanto potrà durare questa soluzione. Speravamo di evitarle un altro intervento molto invasivo in tenera età, ma non sarà così: probabilmente verrà operata entro un anno, un anno e mezzo.

D- Come trascorrete le giornate ?

R- Noemi non frequenta la scuola, alterna ancora momenti di gioco a scatti di nervosismo, anche se da settembre ha iniziato un percorso psicologico e psicomotorio. Passa le giornate con la mamma, ma a casa viene anche una maestra che la sta preparando all’ingresso nel mondo scolastico. Il prossimo settembre avrà l’età per frequentare la prima elementare, vogliamo sia così. Una o due volte a settimana, poi, la portiamo a visita all’ospedale Santobono, dove è in cura dal giorno dell’agguato di Piazza Nazionale.

D- Noemi ricevuta dal Presidente della Repubblica: com’è andata?

R- Il presidente Mattarella ci ha accolti al Quirinale sincerandosi delle condizioni di Noemi. Ci aveva invitati al Colle nell’incontro che ha voluto con noi durante la cerimonia di apertura delle Universiadi di questa estate. Nella semplicità di una visita privata, ci ha assicurato il suo sostegno anche nel futuro. Nell’incontro che è durato un’ora e al quale c’ero io, mia moglie e Noemi, il presidente ci ha detto di desiderare molto di poter abbracciare la bambina senza il busto, anche lui la vorrebbe forte e felice mentre gioca circondata dai bimbi della sua età. Rimaniamo in contatto con lui, che sta seguendo l’evoluzione delle terapie che porteranno mia figlia ad avere di nuovo una vita piena, serena, vera.

D- Quali sono le vostre speranza per il futuro?

R- Oltre a quella espressa dal presidente abbiamo anche la speranza di portare presto Noemi a una vita normale. Solo quando questo sogno sarà divenuto realtà, io e mia moglie penseremo anche a noi. Ma prima c’è da affrontare pure il processo, che inizierà a breve. Abbiamo fiducia nelle istituzioni, che ci sono accanto, e nella magistratura. Nessuno deve permettersi di portare il Far West nelle strade di Napoli. Lo Stato deve dare un segnale forte, facendo sentire protetti i suoi cittadini. Quindi, ci deve essere giustizia. Noemi ha avuto un miracolo e la bravura dei dottori ha fatto il resto. Ma quello che hanno fatto a mia figlia non deve succedere ad altri.