Ben il 97% dei campionatori passivi posizionati a Napoli dai partecipanti alla campagna di scienza partecipata promossa da Cittadini per l’aria e svoltasi in collaborazione con il Comitato Vivibilità Cittadina di Napoli, ha misurato, su base mensile, concentrazioni di biossido di azoto (NO2) superiori alla soglia annuale di 20 μg/m³ dalla quale i ricercatori dell’OMS indicano verificarsi un impatto sulla salute umana. Nelle quattro settimane di campionamento, quasi il 50% dei campionatori  ha misurato concentrazioni superiori a 40 μg/m³,  il 25% ha superato i 50 μg/m³ di NO2,  e il 9% ha superato addirittura i 60 μg/m³.

Questi i principali risultati raccolti grazie all’impegno di quasi 300 cittadini di Napoli, città metropolitana e Caserta (su un totale di quasi 2.000 partecipanti a livello nazionale, il triplo rispetto all’edizione 2018) che hanno preso parte alla terza campagna NO2 NO Grazie, misurando il biossido di azoto dall’8 febbraio al 7 marzo 2020 con un semplice ma affidabile sistema di monitoraggio: piccole fiale dotate di un materiale adsorbente che durante il periodo di esposizione all’aria ha raccolto l’inquinante emesso principalmente dai veicoli diesel. I risultati del monitoraggio, che ha permesso di creare una mappa interattiva della rilevazione mensile, indicano dati elevati – nonostante sull’ultima settimana di monitoraggio abbiano influito le misure di lockdown – a Napoli e sul territorio campano in corrispondenza delle arterie di traffico, anche se le emissioni delle navi hanno certamente influenzato le concentrazioni i livelli dei punti di campionamento lungo e in prossimità del porto.

Sulla base dei valori medi mensili misurati e tenendo in considerazione il trend degli ultimi 3 anni registrato dalle centraline ARPAC, i ricercatori del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università Parthenope hanno stimato i possibili valori medi annuali che hanno consentito di realizzare una seconda mappa. Anche in questo caso, Napoli evidenzia concentrazioni che superano il limite di legge di 40 μg/m³ in oltre il 38% dei punti di campionamento e la soglia di 20 μg/m³ nel 93% dei punti di campionamento.

Su base mensile i 218 campionatori presenti sul territorio campano (di cui 103 a Napoli) presentano picchi pari a ben 225 μg/m³ misurati a Napoli entro il Tunnel della Vittoria, con ben 13 campionatori che hanno superato i 60  μg/m³

Se Napoli presenta i dati mediamente più elevati, anche le concentrazioni di NO2 misurate nel mese sul territorio provinciale, in particolare nel casertano, sono preoccupanti. A livello regionale l’86% dei campionatori, nel mese, ha superato la soglia di 20 μg/m³, oltre un terzo dei campionatori (34%)  ha superato i 40 μg/m³,  quasi il 17% supera i 50 μg/m³, e poco meno del 7% (6,95%) supera i 60 μg/m³.

Il biossido di azoto è un inquinante molto dannoso per la  salute umana, associato all’insorgenza di nuove asme nei bambini, tumori, malattie cardiorespiratorie e a cui si riconosce un effetto anche ad esposizioni brevi. L’NO2  è inoltre considerato un indicatore degli inquinanti del traffico e le cui concentrazioni sono associate, normalmente, a quelle di particolato ultrafine e black carbon.  Gli ossidi di azoto, di cui l’NO2 fa parte, contribuiscono alla formazione del PM 2.5 e dell’ozono in estate.

Sul sito di Cittadini per l’aria sono state predisposte, sotto forma di lettere che i cittadini possono inviare alla Sindaco Luigi De Magistris e al Governatore De Luca, alcune richieste affinché si ottenga di ridurre al più presto traffico e concentrazioni inquinanti a Napoli e in Campania.

“Durante la fase di lock down, abbiamo sperimentato città con l’aria pulita, silenziose, non invase dal traffico” dichiara Carla Ancona, ricercatrice del dipartimento di epidemiologia del SSR del Lazio, che continua:  “Per diminuire le concentrazioni degli ossidi di azoto e migliorare lo stato di salute dei residenti è importante limitare l’uso delle automobili, soprattutto di quelle alimentate a diesel.

“I dati della campagna indicano che serve fare di più, soprattutto alla luce dell’attuale fase post-Covid  che impone di tenere gli inquinanti ai minimi per difendere le persone dall’impatto del virus e offre l’opportunità di una vera svolta, come dimostrano tante città europee e mondiali che si stanno trasformando per consentire ai cittadini di spostarsi meno e meglio. La crisi che viviamo e le risorse che verranno iniettate nel  paese – secondo Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria – diano luogo alla realizzazione di un progetto di cambiamento dei modelli di sviluppo ambientale e di rapida rinascita sostenibile delle nostre città.”

“Il grande merito di questa iniziativa risiede nell’aver attivato i cittadini creando un canale di comunicazione diretto con il mondo scientifico” dice Angelo Riccio, professore presso il Dipartimento di Scienza e Tecnologia dell’Università Parthenope che aggiunge “I primi risultati confermano le ben note criticità nella città di Napoli, dove, in particolare in corrispondenza delle vie particolarmente trafficate, la concentrazione di biossido spesso arriva a livelli preoccupanti per la salute umana, talvolta anche superiori ai limite di legge”.