Nel Regno delle Due Sicilie la settima Ambascita USA nel mondo

Il 16 dicembre scorso si sono festeggiati 218 anni dall’istituzione della prima rappresentanza diplomatica americana in Italia. Questa fu aperta a Napoli, allora capitale del Regno delle due Sicilie, in via Chiatamone, divenendo così la 7^ ambasciata al mondo aperta dagli americani. Un’ennesima dimostrazione dell’importanza che rivestiva il Regno nello scacchiere internazionale in campo sociale, economico e militare. I contatti erano già iniziati prima che l`Inghilterra riconoscesse l`indipendenza degli Stati Uniti. Carlo III di Borbone non volle però esporsi nel riconoscere subito un governo considerato all`epoca rivoluzionario. Addirittura Napoli, racconta De Marco, «ha ispirato alcuni princìpi della Costituzione americana come dimostra il carteggio tra Gaetano Filangieri e Benjamin Franldin».

Nel Dipartimento di Stato a Washington si conservano due microfilm di lettere sulle relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e il Regno delle due Sicilie. Il documento più antico, che attesta la presenza di un diplomatico italiano a Washington, é la lettera credenziale che il Ministro degli esteri del Regno delle Due Sicilie, Francesco Luigi De Medici, inviò al Segretario di Stato Henry H. Clay il 19 luglio 1826 per accreditare il Conte Federico Lucchesi Palli di Campofranco in qualità di inviato straordinario del Re, con l’incarico di stabilire una rete di uffici consolari. Lucchesi Palli stabilì la sede della rappresentanza diplomatica a New York prima di partire alla volta del Brasile, lasciando il compito di completare la rete degli uffici consolari a Charleston, New Orleans e Baltimora al suo successore, Domenico Morelli.

Prima di essere spostata nell’attuale sede di piazza della Repubblica, a Napoli, tra la seconda metà dell’800 e la prima metà del 900, l’ambasciata si trovava a via Nazario Sauro.

Jerry Sarnelli