Si dice che l’amore renda ciechi, non permetta una visione oggettiva delle cose, magari in alcuni casi si finge anche a sé stessi: è l’amore, e questo vale anche per l’amore verso la propria squadra.

E’ così, basta mettere a confronto due tifosi di opposte fazioni al commento post-partita: ci accorgeremmo che sarebbe quasi impossibile avere una visione lineare, oggettiva o che almeno si avvicini alla realtà della contesa, spesso sentire anche gli stessi protagonisti fa rabbrividire. Questo però può essere ammissibile e comprensibile a caldo, ma a bocce ferme, dopo aver raffreddato i bollenti spiriti, tutto deve rientrare nel contesto più opportuno, quello dello sport. Lo sport è lealtà, agonismo, sana rivalità, competizione: tutto questo purtroppo, triste constatarlo, è passato in secondo piano. Maledetto denaro, maledetto potere, maledetti giochi politici! Che muovono i fili, perché negarlo: trasmissioni pilotate, commentatori ed opinionisti di parte e spesso dei perfetti signor nessuno che si ergono ad esperti e trovano spazio per chissà quali sconosciuti meriti.

Capita quindi di essere invasi sul web da video e notizie su un signore che ammette (questo sì) di avere una scarsa igiene, di emanare cattivo odore (lui ed il contesto in cui vive), di lavare i propri capelli soltanto raramente, ma che ha artatamente costruito un personaggio che in maniera quotidiana, spara autentiche “ca…volate” ed offese ad oltranza su Napoli ed i napoletani. Al sottoscritto dà fastidio anche fare il nome di personaggi che non meritano di essere menzionati, ma ormai si è arrivati al punto di non ritorno; una guerra cominciata per convincere le persone, che quanto di brutto si racconta sulla squadra più potente, più seguita e più influente quanto oscura del Bel Paese (la Juventus per chi non lo avesse capito) è soltanto frutto di becere illazioni, dovute ad una sorta di complesso d’inferiorità, invidia. In particolar modo i napoletani sarebbero accusati di vittimismo cronico: ecco, i napoletani oltre ad essere “terroni” sono anche “piagnoni”. Adesso basta, ora è troppo! Ma poi chi caspita sarà mai questo Cruciani?

Si continua con quel personaggio buffo, colorito ed ipocrita quanto anziano e demenziale di Giampiero Mughini: ultima delle sue innumerevoli brutte figure quando si è trovato ad essere interpellato sulla presentazione del libro “Campionato di Calcio e Stato di Diritto” , scritto dal Professore Guido Clemente di San Luca (lui sì che ha un curriculum rispettoso!), un testo che avvalora attraverso una tesi scientifica, l’immeritata vittoria dello Scudetto della Juventus a scapito del Napoli mediante un utilizzo improprio dei mezzi tecnologici a disposizione per regolamento. Ebbene, il famoso “riscalda-salotti televisivi” dallo sgargiante ed improbabile abbigliamento e dagli occhiali vistosi e colorati, ha tenuto subito a precisare si trattasse della solita pagliacciata partenopea, ed addirittura, chiamato a dare un parere sul Convegno organizzato per parlare del Var a favore della Juventus all’Università Suor Orsola Benincasa e sulla possibile presenza dell’alto magistrato Raffaele Cantone, si era sbilanciato azzardando l’impossibilità dell’intervento di quest’ultimo in un contesto da farsa. Il Mughini è stato puntualmente smentito (Cantone presente e decisamente parte attiva nel dibattito): troppo palese l’estrema scorrettezza da parte degli Agnelli & C. in un Paese dove le loro nefandezze hanno raggiunto livelli altissimi. I vittimisti napoletani ancora qualche tempo e saranno finalmente considerati i precursori, i pionieri, gli antesignani di un movimento che avrà debellato quel male incurabile, quel cancro che ha dilaniato la bellezza dello sport che appassiona milioni di italiani, il calcio.

Straordinariamente ammirevole il giornalista Rai Ranucci che con la sua trasmissione “Report“, ha posto in evidenza delle losche connivenze tra la società bianconere ed il malaffare, la ‘ndrangheta nello specifico; un lavoro duro e pericoloso (ed infatti c’è stato un tentativo fortunatamente non andato a buon fine, di incendiare la casa del giornalista, uno stile che non ci risulta essere nuovo per la verità) eseguito da una persona seria, corretta e soprattutto dichiaratamente di fede juventina. Questo gli fa particolarmente onore e dovrebbe far riflettere: la Juventus ha una storia, è una società illustre ed antipatica o simpatica che sia, che piaccia o no, sarà sempre una delle più forti d’Italia. Non significa però poter avere il potere di decidere le proprie sorti o quella degli altri, stabilire le linee da seguire nelle trasmissioni di divulgazione delle notizie sportive e soprattutto non deve avere legami e chiaro ascendente verso classe arbitrale ed il Palazzo. Questo non è più sport! L’invidia c’entra nulla, è questo il segnale che deve arrivare: il vero tifoso napoletano, quello partenopeo, quello tanto bistrattato, può avere tanti difetti ma è profondamente leale ed odia vincere in maniera sporca. Questo bisogna gridarlo con forza e farlo capire!!!

La cosa che più rattrista e per un certo verso fa rabbia, è la goffa, sgradevole e pietosa parata dei supporters bianconeri residenti al Sud ed in particolar modo in Campania, che intervengono nelle trasmissioni radiofoniche e televisive infervorandosi per le assurdità dette nei confronti della “loro” società. Addirittura in alcune occasioni abbiamo assistito a degli interventi di persone che attaccavano con l’intento di sminuire e contraddire (senza assolutamente avere nessun titolo) anche organi giuridici e con alta cultura per quanto riguarda soprattutto l’ambito della giurisprudenza. Una cattiveria, una rabbia, una pressione derivante da chissà quale accurato lavaggio del cervello che apre scenari più complessi e che vanno a sfociare in ambiti relativi all’aspetto socio-psicologico: persone che antepongono a tutti gli altri fattori, quel senso di rivalsa, di senso della vittoria, del voler vedere sconfitto e perdente il proprio conterraneo, preferendone addirittura la gloria ed il trionfo di popoli a lui più lontani, e che magari ne disprezzano le origini e la cultura. L’amore è cieco, è vero, ma negare sempre, costantemente e senza dignità l’evidenza è da stupidi. E stavolta sarò io a dire: aborro!