Nati i gemelli “contesi”, al via la lotta giudiziaria.

Il 3 agosto sono venuti alla luce i gemelli “contesi”, nati grazie ad uno scambio di embrioni durante una fecondazione assistita, avvenuto al Pertini di Roma. La vicenda aveva suscitato, già nei mesi scorsi, parecchie polemiche, soprattutto dopo la denuncia da parte della coppia biologicamente genitoriale. Lo scambio embrionale, secondo i Carabinieri del Nas, sarebbe stato causato da negligenza e imprudenza da parte di una biologa, ma senza un atto di volontà, e proprio per questo, non considerabile reato. L’ autrice del misfatto subirà probabilmente solo un richiamo dall’ordine. Il parto, previsto per il 12 agosto, è già avvenuto grazie ad un cesareo, e i gemelli sono stati prontamente registrati all’ anagrafe, nonostante la denuncia dei genitori biologici per bloccare questa pratica. Inizierà a breve il processo in cui il giudice Silvia Albano dovrà stabilire a chi spetta la potestà genitoriale degli infanti. Essendo ormai i pargoli regolarmente registrati, ai genitori biologici non spetta altro che una causa civile ordinaria, con tutte le difficoltà e i tempi lunghi che questa ne comporta. Il comitato nazionale di Bioetica ha raccomandato una soluzione di compromesso, auspicando sul buon senso di entrambe le coppie genitoriali affinché non causino danni psicologici e non ai neonati. Va infatti scisso il problema scientifico con quello umano, di cui grandi menti hanno già ampiamente discusso , arrivando tutti ,nonostante le avversità ideologiche, alla conclusione che bisogna tutelare in primis la serenità dei neonati che non hanno colpe degli sbagli altrui.