Cos’è

Si chiama NAStartUp (https://nastartup.it/): nel nome unisce Napoli e il termine inglese Startup, con cui si intende, in economia, una nuova azienda realizzata su un modello temporaneo, innovativo e scalabile, comunque alla ricerca di un business model ripetibile e che possa svilupparsi indefinitamente.

Coordinata da Antonio Prigiobbo, con la socia Susanna Sanseverino, la Community diNAStartUp ha compiuto cinque anni di vita, connette oltre 6500 operatori avvicinando chi fa e chi vuole avviare progetti innovativi, sociali o di impresa e sfrutta, per incontrarsi, un appuntamento fisso mensile, ogni volta in una location diversa.

Com’è nata

Il team (una parte nella foto in evidenza) la definisce “l’Acceleratore UnUsual dell’Ecosistema delle Startup che accelera tutti con una ricetta NoProfit di Sharing Economy Made in Naples”. E cioè?! Cerco di capirne di più con Antonio, il fondatore, giornalista e designer, entusiasta e fattivo, e con Susanna, giovane e determinata studentessa di economia, con un viso dolce e uno sguardo vispo. Li incontro presso la sede del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania e lì chiacchieriamo. Perché sia venuta l’idea di NAStartUp e in che modo funzioni, inizia a spiegarmelo Susanna, dicendomi che «a Napoli mancava un tessuto imprenditoriale che finanziasse in maniera facile una nuova economia, quella appunto delle Startup, la cui cultura negli ultimi anni si è sempre più diffusa. Siamo una Community frequentata da persone di profili professionali diversi, che aiuta ad accelerare il processo con cui l’idea della startup prende forma e va avanti, ovvero diventa scalabile. NAStartUp è quindi un aggregatore di persone che fa da ponte tra chi ha l’idea e chi, tra i privati, ha i mezzi per finanziarla, dando inoltre un impatto alla società: NAStartUp, infatti, è un progetto no profit, ovvero si basa sul lavoro di persone che volontariamente impegnano una parte del proprio tempo perché credono nel territorio e nel poter dare una visione diversa di Napoli e della Campania, ma anche di tutto il Sud Italia. E comunque vadano le cose, il loro non sarà mai stato tempo disperso perché avrà rigenerato energia.»

Il NAStartUpDay

Con Antonio, invece, approfondisco il NAStartUpDay, un momento in cui molti cervelli si alleano per contribuire ad aumentare il potenziale della startup per farlo poi esplodere al di fuori della Community. «Nel NAStartUpDay cerchiamo dei buoni esempi, perché il modo più semplice per essere di ispirazione agli altri è far vedere come qualcuno fa le cose. Operando, infatti, nel settore dell’innovazione, ma nei campi più disparati, le metodologie sono fondamentali. La giornata si sviluppa in due tempi: “La palestra delle StartUp”, in cui un minimo di 4 progetti vengono presentati attraverso i cosiddetti Elevator Pitch, in modo che la Community capisca come poter contribuire. I presenti agli eventi sono in media 150/200 persone, mentre molti altri ne vengono a conoscenza attraverso fotoreportage e videoreportage. E poi c’è “Il cocktail degli innovatori”, durante il quale i presenti possono approfondire one to one il progetto e possono soprattutto richiamare progetti presentati in precedenza, per creare una proficua e necessaria continuità.»

Le attività

A Napoli ci sono 10 startup, e in Campania altre 10, che vantano fatturati cospicui, oltre un milione di euro, quindi quello di cui stiamo parlando non è un’utopia: creare startup di successo “si può fare”, come recita il titolo di un film di un po’ di tempo fa con Claudio Bisio, e ne abbiamo la prova! Il problema è che spesso le buone idee esistono ma non ci sono i mezzi per realizzarle. «La funzione della Community è proprio quella di mettere insieme i pezzi mancanti e cercare chi ha buone idee, perché, sembra assurdo dirlo, esiste chi ha soldi e non sa come investirli.»

L’attività di questa Community sta anche nel condividere le buone pratiche e le informazioni utili, e nel creare un cerchio di fiducia all’interno del quale si verifica che coloro che entrano in contatto arrivino poi effettivamente ad agire.

Sono oltre 220 le startup a cui è stata data visibilità finora, senza contare un’ottantina di iniziative innovative promosse in ambito sociale. La fascia di età coinvolta è sicuramente quella dei giovani ma molto anche quella dei quaranta-cinquantenni; sono più gli uomini che le donne (purtroppo!), benché anche nel mondo femminile si stia diffondendo sempre più il messaggio dell’innovazione.

Perché ha fatto goal

In definitiva NAStartUp ha fatto centro perché, come afferma Susanna, «ha colto in pieno l’esigenza di oggi e il problema lo ha ribaltato in opportunità: non esistendo un terreno su cui far crescere i fiori dell’innovazione, ha seminato in modo tale da crearlo, questo terreno, rendendolo ricco di innovazione.»

Come possa crescere questa Community e cosa debba migliorare me lo dice ancora Susanna, con la sua voce piena di brio: «Cresce costantemente, e lo fa esclusivamente attraverso le persone e il loro potenziale. Può migliorare grazie a una maggiore sensibilizzazione al tema dell’innovazione e a una crescente consapevolezza del fatto che ciascuno di noi possa fare la differenza. Bisogna credere nel potere dell’azione e non solo in quello del pensiero, e soprattutto non bisogna abbandonare l’idea di voler raggiungere la perfezione, ma, altrettanto, non bisogna aver paura di sperimentare, sbagliare e migliorarsi facendo.» A Susanna piace citare Seth Godin (N.d.r. scrittore e imprenditore statunitense), e devo dire che questa citazione piace molto anche a me… “Aspettare la perfezione non è mai stata un’ottima idea per fare progressi.

Accelerati e non solo

Parlando parlando ci vengono in mente altre connessioni e altri progetti, insomma anche noi acceleriamo! Ma chissà nella vita privata quand’è che ad Antonio e a Susanna piace invece andare slowly… I tempi lenti di Susanna sono quelli dello swing e della cura delle sue piante, soprattutto dei cactus. Antonio invece va slowly quando studia: «Lo studio non può essere fatto con rapidità!». Sente l’esigenza di approfondire e di riflettere, per rileggere ciò che la Community sceglie e realizza… e un suo amore particolare è nei confronti della statistica.

Concludendo…

La certezza con cui li saluto è che, se abbiamo una buona idea, non dobbiamo avere paura a dirla! Piuttosto, digitiamo https://nastartup.it/proponi-il-tuo-pitch/, perché potrebbe essere la nostra occasione…

Luciana Pennino