Chi comanda – Il presidente del Senato è stato investito del ruolo di federare e dare un volto rassicurante ad un arcipelago di sigle alla sinistra del Pd di Renzi. Pietro Grasso è una persona ammodo. La sua storia personale nella lotta alla mafia sta lì a dimostrarlo. E nessuno mette in discussione il suo ruolo superpartes in questo scorcio finale di legislatura. Certo, il modo con cui arriva alla guida del nuovo soggetto politico suscita qualche perplessità, come ha notato Tomaso Montanari (”Hanno solo calato un capo dall’alto&rdquo😉 uno dei leader del riunione al Brancaccio che mirava a mettere insieme tutti i comitati per il no al referendum costituzionale. Un paradosso per un’area che ha criticato la logica dell’”uomo solo al comando”, dimenticando che Renzi alla guida del suo partito ci è arrivato con il voto delle primarie. Si vedrà se Grasso riuscirà a impadronirsi della nuova Cosa. Oppure se, come insinua Renzi, le redini sono e resteranno nelle mani della vecchia guardia, il duo Bersani-D’Alema.
Perché l’ex magistrato – L’incoronazione di Grasso rinfocola il dibattito sul rapporto tra una parte della sinistra e la giustizia. E dà forza a quei settori che, come è avvenuto nell’ultimo ventennio, interpretano la corsa al magistrato di turno come un segnale di debolezza. Ma non solo. C’è il rischio che dietro questa scelta ci sia una torsione tutta moraleggiante della politica ? E che quindi ci sia il tentativo di presentarsi come la sinistra “pura e immacolata”, con una sorta di berlinguerismo di ritorno?
Chi sono – Il nuovo soggetto intende mettere insieme i fuorusciti del Pd, l’ala bersaniana e dalemiana, i vendoliani di Sinistra Italiana, l’associazione Possibile, di Civati. Ma l’ambizione è più profonda. Da un lato svuotare il Pd, dal punto di vista elettorale. Per causare la cacciata del grande Usurpatore che, ai loro occhi, è una sorta di “lanzichenecco” che ha devastato Roma; dall’altro cercare di portare alle urne parte dell’elettorato della sinistra che si è rifugiata nell’astensionismo. Più probabile realizzare il primo obiettivo che il secondo.
L’ambizione – Il sistema elettorale Rosatellum è un mix di maggioritario e di proporzionale. Nei collegi uninominali, quindi, lo scontro a sinistra tra due candidati diversi produrrà, inevitabilmente, una strettoia da cui potranno uscire vincenti il centrodestra e il M5S. Un esito inevitabile. L’attraversata del deserto della nuova Cosa passa attraverso la sconfitta elettorale del centrosinistra. Perché è solo su quelle ipotetiche rovine può nascere un nuovo tempio della sinistra. Tutto lecito e legittimo. Basta essere chiari.
Lo spazio – In Sicilia, alle ultime regionali, un primo laboratorio di una sinistra extra-Pd ha conseguito risultati modesti. Certo, ci sono specificità che non vanno trascurate. Ma alcune tendenze meritano attenzione. Il sistema politico italiano è tendenzialmente tripolare. E i voti della sinistra-sinistra sono o finiti nel congelatore del non-voto oppure sono ormai parte strutturale del consenso del M5S. Recuperarli non sarà semplice. Poi, se il leader grillino Di Maio promette il recupero dell’art.18, sottrae un cavallo di battaglia al nuovo soggetto politico.
Il programma – Possono bastare l’antiberlusconismo e l’anti-renzismo? Per convincere i già convinti, certo. Per allargare il campo serve altro. Non basta, come fa Speranza, parlare di diritti. Occorre avere la capacità di spiegare come i diritti si conciliano e si realizzano in una società complessa, che non è più quella del Novecento. Su questa base non si recupera neanche il voto dei docenti delusi dalla buona-scuola. Allo stesso modo, una sinistra moderna, come ha tentato di fare il Pd, ma con un esito incerto, per recuperare deve ridefinire la sua nuova politica fiscale. Non basta parlare di investimenti e spesa pubblica se non si è in grado di proporre un nuovo argine allo sperpero del danaro pubblico. In caso contrario, resta solo il volto luciferino della sinistra delle tasse. Quella che, come ha detto D’Alema in TV, ritiene che 3.500-4.000 euro sia una sorta di soglia di ricchezza per poter pagare la tassa sulla prima casa.
Con un grazie sincero da parte del ceto medio impoverito.Michele Cozzi