È stato presentato sabato 26 ottobre il piano per gli interventi della Regione per la riqualificazione, il restauro e la rifunzionalizzazione del Complesso monumentale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, nel corso di un incontro, al Museo archeologico, che ha ripercorso la storia del complesso ma, soprattutto, ha dettato le linee metodologiche per la progettazione degli interventi che sono stati messi a bando.

Ci vorranno 4 anni per veder rinascere gli Incurabili  nella sua funzione sia di struttura socio-sanitaria (destinata in particolare alla lungodegenza) che di area museale, dopo il crollo e lo sgombero dell’ospedale e delle 21 famiglie che abitavano nel complesso, avvenuti sei mesi fa.

“Il bando è pronto e a novembre verrà pubblicato. Di qui a sei mesi avremo il vincitore della gara e saranno avviati i lavori che in quattro anni restituiranno alla città i primi lotti del cantiere” ha affermato il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva. I lavori, per un valore complessivo di 65 milioni, sono finanziati dalla Regione, che ha stanziato complessivamente 100 milioni sia per la struttura assistenziale che per la salvaguardia di tesori storico artistici – ad iniziare dalla Farmacia storica settecentesca e dalla chiesa di Santa Maria del Popolo degli Incurabili.

Verdoliva ha riunito una commissione di esperti, che dopo aver analizzato dettagliatamente la struttura, si sono ritrovati per fare il punto del loro lavoro, per rendere pubbliche le emergenze riscontrate, per raccontare gli studi archeologici dell’area (con Antonio De Simone), la storia del complesso (con il direttore del Museo delle arti sanitarie Gennaro Rispoli), le indagini geologiche del sito (con Gianluca Minin), i rilievi digitali che hanno scandagliato ogni millimetro della struttura (con Carmine Gambardella), gli indirizzi legati al risanamento statico conservativo (con Edoardo Cosenza e Andrea Prota), i metodi da adottare per il restauro (con Renata Picone).

I 9600 mq di area museale, includeranno tra l’altro una biblioteca, una sala concerti, una sala convegni, la biglietteria, il bookshop, e le officine per la manutenzione ed il restauro. Ma sono i 12.900 metri quadrati (il 60 per cento del totale) destinati ad accogliere pazienti in riabilitazione o lungodegenza o in ospedale a stare particolarmente a cuore a Verdoliva:  “perché strutture pubbliche del genere, a Napoli, non ce ne sono”.