Ecco Narciso che si specchia nell’acqua, nella sua posa più famosa: questo è il nuovo, straordinario affresco riemerso dagli scavi della Regio V di Pompei. L’immagine è situata al centro di una parete nella stessa stanza in cui, mesi fa è emersa l’immagine di Leda con il cigno.

Ma chi era Narciso? Secondo la mitologia greca era il mitico figlio di Cefiso e della ninfa Liriope; nel mito appare incredibilmente crudele, insensibile all’amore, non ricambiò la travolgente passione di Eco, per cui fu punito dalla dea Nemesi che lo fece innamorare della propria immagine riflessa in una fonte; morì consumato da questa vana passione, trasformandosi nel fiore omonimo. Il mito è narrato da Ovidio ed è stato il soggetto di molti dipinti nelle ville pompeiane.

Per questo la scoperta non è, di per se, eccezionale se non per le condizioni eccellenti in cui il dipinto è stato ritrovato. La villa e un’elegante dimora che deve essere appartenuta ad una famiglia importante, simile per opulenza e dovizia di ornamenti alla vicina casa dei Vetii, accoglie i suoi ospiti  con una vigorosa scultura di Priapo.

La stanza in cui sono situati i dipinti appare come un ambiente da temi edonistici  come la gioia di vivere, la bellezza e la vanità.  Figure di menadi e satiri che, accompagnavano i visitatori all’interno della parte pubblica della casa, confermano questo desiderio di godersi la vita. Una decorazione volutamente ricca e tipica degli ultimi anni della colonia di Pompei, quando la cittadina era all’apice della sua prosperità.  L’eruzione che la seppellì nel 79 dopo Cristo, distruggendola, ha paradossalmente, preservato nel tempo le opere che decoravano le lussuose ville del luogo, come testimonia lo straordinario stato di conservazione dei colori di questo ed altri dipinti.