Apre a Napoli ‘Spot home gallery’ e inaugura con la mostra fotografica ‘Andamento lento’

Nessuno, come l’amatissimo Pino Daniele, ha saputo descrivere meglio e in una sola canzone l’essenza di Napoli: a voce de’ criature, addore ‘e mare, ‘na camminata inte viche, Napule ‘e mille culure. E sono proprio le sue mille sfumature e i suoi mille colori che vengono raccontati nella mostra fotografica intitolata ‘Andamento lento’, con cui si inaugura, in via Toledo 66, il nuovo spazio dedicato alla fotografia chiamato ‘Spot home gallery’. Ma l’obiettivo di Cristina Ferraiuolo, ideatrice e direttrice del progetto, non è solo quello di utilizzare questo luogo per esporre, ma anche per trasmettere e promuovere la fotografia contemporanea e le sue contaminazioni, utilizzando altri linguaggi espressivi, programmando proiezioni, incontri e workshops. La mostra Andamento lento sarà aperta al pubblico dal 4 febbraio al 30 giugno 2021 e, a causa dell’emergenza Covid, l’ingresso è consentito solo previa prenotazione al tel.0819228816 o alla mail info@spothomegallery.com. L’esposizione ospita foto di artisti non solo napoletani, ma anche di altri luoghi del mondo, che hanno visitato spesso la nostra città rimanendo colpiti dalla sua anima dalle mille sfumature. Tutto ciò ha dato vita a un grande puzzle fotografico composto da otto fotografi diversi che, con i loro scatti hanno rubato un pezzetto dell’essenza di Napoli, per restituirlo in un’immagine fotografica che ne rappresenta il modo in cui loro percepiscono la città. È nella varietà delle foto esposte che si può comprendere quanto sia diverso il sentire di un partenopeo rispetto a quello di chi non è nato nella nostra città e ne coglie le sfumature che, spesso, a noi napoletani sfuggono. Gli otto artisti che espongono hanno le più diverse origini geografiche. C’è Michael Ackerman, nato a Tel Aviv e cresciuto negli Stati Uniti, che ha scelto le foto da esporre tra le tante che ha scattato nelle sue visite a Napoli tra il 2000, anno in cui scelse di trascorrere il capodanno del millennio nella nostra città, e il 2016. Morten Andersen, norvegese, ha preferito mostrarci alcune delle foto che fece nel 2011 e che incluse nel suo libro Untitled.Cities. Con Luca Anzani troviamo un concittadino che ci presenta Amartema, una selezione di foto stampate tra il 2012 e il 2020 in cui sfida il visitatore a distinguere ciò che si vede, dal reale. Martin Bogren, svedese, tra il 2013 e il 2015 viene in Italia dove visita le città più belle e ne trae un libro, pubblicato nel 2016, dal titolo Italia, da cui sono state selezionate le foto in esposizione. Lorenzo Castore, fiorentino di nascita e romano di adozione, espone una particolare installazione audiovisiva realizzata con Irene Alison nell’ex ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi, in cui s’indaga la bipolarità attraverso immagini e suoni molto suggestivi. Adam Grossman Cohen, nato a New York ma da tempo residente a Berlino, espone dei frames di filmati Super 8 girati a Napoli nel 1996 e nel 2000 ed elaborati con una tecnica particolare. Richard Pak, francese, ha colto nelle sue foto un aspetto della nostra città, a cui ha dato il titolo manzoniano: I promessi sposi. Ammirando le sue foto non faticherete a capire quanto sia adatto a ciò che ha raffigurato. In ultimo citiamo Cristina Ferraiuolo, la napoletanissima padrona di casa. È grazie a ogni momento che ha condiviso negli anni con questi suoi amici fotografi che inaugura la sua Spot home gallery con la mostra Andamento lento, che lei definisce una storia di amicizia e di fotografia. Le sue sono foto che riconosciamo subito come napoletane, scattate nei vicoli della città tra volti decisi, forti, perfino ruvidi; volti in cui ogni cittadino di Partenope sa riconoscere immediatamente l’essenza della sua città. La visione d’insieme di questo puzzle fotografico in cui Napoli viene ricostruita da fotografi tanto diversi tra loro, ci permette di scoprire la nostra città in alcune delle sue sfumature più nascoste o che forse, più semplicemente, scompaiono ai nostri occhi ormai abituati alla loro vista, e ce le restituiscono insieme alla loro essenza, anch’essa perduta nel tran tran quotidiano. Ma, allo stesso tempo, permette a chi non è cittadino partenopeo di vedere la sua anima più vera attraverso gli occhi di chi, conoscendola bene, come nel caso di Cristina Ferraiuolo e Luca Anzani, sa ritrarne le tonalità più intime.