Brutto episodio di violenza al pronto soccorso dell’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli dove, secondo una prima ricostruzione, due uomini – padre e nonno di un bambino che riceveva in quel momento delle cure all’interno – avrebbero tentato in tutti i modi di entrare nel nosocomio, pur essendo vietato ai parenti per le norme anti-coronavirus. Dopo il secco “no” dei vigilantes di guardia, questi ultimi sarebbero stati aggrediti fisicamente e verbalmente dai due soggetti – poi arrestati da un poliziotto, in attesa delle volanti. Le due guardie giurate hanno riportato rispettivamente l’inclinazione di una costola – con prognosi di 15 giorni – e la frattura di un dito.

A denunciare l’episodio, su facebook, l’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate” e purtroppo non è un caso isolato. Il 16 marzo scorso, infatti, nella tenda Covid-19 della Protezione Civile allestita all’ospedale Cardarelli, un giovane aggredì a pugni due guardie giurate, centrate in pieno volto, rompendo a uno il setto nasale e all’altro il labbro. Camici strappati invece per le infermiere. Si è guadagnato la ribalta della cronaca nazionale invece, il raid dei parenti del 15enne Ugo Russo – morto dopo una rapina l’1 marzo – ai danni del pronto soccorso del nosocomio Pellegrini , Napoli centro. In quell’occasione nessun operatore fu ferito, ma i familiari del ragazzo per la disperazione e la rabbia, devastarono la struttura ospedaliera. E ancora il 16 gennaio scorso nel reparto psichiatrico dell’Ospedale del Mare, il padre ed il fratello di una degente al rifiuto del personale di cambiare la stanza alla giovane hanno assalito le infermiere ed i medici con calci e pugni.