Napoli unica città al mondo a cui è stata negato anche il ricordo!!!
Di Jerry Sarnelli
I monumenti equestri in bronzo raffiguranti il Re Carlo e del suo successore Ferdinando I di Borbone, presenti in piazza del Plebiscito a Napoli, hanno un valore inestimabile: furono infatti iniziati da Antonio Canova e completate dal suo allievo Antonio Calì.

Re CarloRe Carlo  Re Ferdinando IRe Ferdinando I

Eppure in circa duecento anni hanno rischiato più volte di sparire – come sono scomparse tutte le altre statue dei sovrani del Regno – se a evitarlo non fossero intervenuti gli stessi napoletani. Si racconta che nel 1860 gli occupanti piemontesi avrebbero disposto la loro distruzione, evitato solo perché fu fatto credere si trattasse di statue di imperatori romani così come suggerito dall’armatura con la quale i due re erano stati rappresentati dal Canova, per attinenza allo stile Neoclassico ispirato dagli scavi di Pompei. Durante la seconda guerra mondiale, Napoli subì il maggior numero di bombardamenti tra le città italiane, e per evitare danni, come avvenuto già per altri simboli artistici e architettonici (si pensi alla chiesa di santa Chiara bombardata e poi ricostruita), i monumenti equestri del Plebiscito furono messi in sicurezza.

Le statue protette durante la 2^ guerra mondiale.

Oggi, restano le uniche rappresentazioni di sovrani Borbonici rimaste alla città, ma troppo poco valorizzate.

Jerry Sarnelli