Sicuramente la mission del presidente dell’Eav De Gregorio, della Regione Campania e degli altri enti locali nel garantire questo fondamentale diritto di cittadinanza, a cui è legata la sicurezza e la praticabilità di altri diritti, è stata un fallimento“. Non ci stanno ad abbassare la testa le Reti Sociali Napoletane (un insieme di abitanti, associazioni e realtà di base di Napoli), che ieri hanno tappezzato di striscioni alcune zone della città recanti forti slogan di critica nei confronti della gestione, a tutti i livelli, del trasporto pubblico campano. Non manca nessuno all’appello che indica con nome e cognome i responsabili: i sindaci, Eav, Anm, vertici regionali.

Mentre le garanzie minime di un servizio civile vengono cancellate e ripristinate continuamente, lo stato dell’arte del trasporto pubblico in Campania rimane drammatico serve un intervento strutturato e concreto“. Questo il fulcro della protesta, che dunque tiene conto delle necessarie misure di sicurezza varate per contrastare il Covid, con consequenziale riduzione della capienza dei mezzi per garantire il distanziamento – il quale tuttavia “è materialmente impossibile mantenere” continuano gli attivisti – ma va oltre, sottolineando che l’acutizzazione del problema dei mezzi affonda radici in scelte sbagliate del recente passato. Ad esempio, il taglio di 20 milioni su 54 che toccherà Anm dal 2022, varato dal Comune di Napoli.

Eppure basta scorrere le cronaca delle ultime settimane per rendersi conto del tracollo del sistema di trasporti campano. Solo tra il 19 e il 30 novembre, per ben tre giorni distinti, l’Eav ha cancellato innumerevoli corse su tutto il territorio, in particolare nei collegamenti coperti dalla circumveusuviana.

Simile il discorso che tocca Anm. Due giorni fa l’azienda annunciava che venerdì 4 dicembre le organizzazioni sindacali Fit Cisl e Faisa Cisal avrebbero proclamato uno di sciopero di 4 ore, dalle ore 11.00 alle ore 15.00, a proposito di organizzazione del lavoro e straordinario; sanificazione, pulizia e manutenzione mezzi e luoghi di lavoro. Senza dimenticare la rimodulazione annunciata l’1 dicembre, causa Covid, che ha drasticamente ridotto il servizio di metro, bus e funicolari. In ordine cronologico, l’ultima giornata di disagio risale a due settimane fa, quando per un intervento tecnico in rete su guasto, la circolazione sulla Metro Linea 1 subì la sospensione sull’intera tratta.

Eppure riecheggiano ancora nelle orecchie dei cittadini, alcuni annunci, in serie, del sindaco Luigi De Magistris e del governatore Vincenzo De Luca. Se il primo ufficializzava il 22 luglio scorso l’arrivo dalla Spagna del primo convoglio per la metro 1 da sottoporre a collaudo (Covid permettendo da gennaio in poi dovrebbero essere operativi nell’ordine di uno al mese per un totale di 19); Palazzo Santa Lucia esattamente un anno fa rendeva noto con orgoglio la consegna di 150 nuovi autobus acquistati dalla Regione Campania e destinati ai servizi di trasporto pubblico urbani e interurbani. Un parco mezzi che sulla carta porterà in Campania, nel futuro prossimo, un totale di mille bus, per un investimento di 250 milioni di euro.