Il tempo è scaduto: alle 10 (eventualmente anche sabato 12 in seconda convocazione) si riunisce il Consiglio comunale di Napoli nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, si vota il bilancio di previsione 2020-2022. Non ci saranno più prove d’appello per Luigi De Magistris, che dopo tanti rinvii di sedute per mancanza di numero legale o su proposta personale, deve far approvare il documento, pena lo scioglimento di Giunta e Consiglio. Il Prefetto aveva provveduto già alcune settimane fa a diffidare Palazzo San Giacomo, in forte ritardo nel percorso di approvazione della manovra finanziaria.

Lo stato di salute dell’amministrazione, come noto, è pessimo. Per ammissione dello stesso sindaco qualche settimana fa, “non c’è più maggioranza numerica“. Tuttavia quella che sembra essere una deduzione logica, ovvero la rovinosa caduta dell’ex pm, non è affatto così scontata. All’ordine del giorno infatti c’è pure, tra l’altro al primo punto, la surroga della dimissionaria consigliera di Forza Italia Mara Carfagna, alla quale subentrerà Armando Coppola. Non è un mistero che gli azzurri, spaccati al loro interno nelle fazioni riconducibili a Caldoro-Martusciello da un lato, e De Siano-Cesaro dall’altro, abbiano più volte funto da stampella per De Magistris. A quanto pare nelle stanze di partito dei berlusconiani le discussioni sono tutt’ora in corso, e per ammissione dello stesso Coppola, le riflessioni riguardano le sue posizioni, quelle di Salvatore Guangi e Domenico Palmieri. Insomma i nomi sui quali la maggioranza spera di poter contare per superare l’empasse degli ultimi mesi e concludere degnamente il mandato, oltre a quelli, si vocifera, di Marco Nonno e Anna Ulleto, entrambi nel gruppo misto.

Ma come potrebbe giustificarsi innanzi all’elettorato Forza Italia se optasse per un voto favorevole a De Magistris? La prospettiva del funzionario prefettizio la naturale pezza d’appoggio: “se devo scegliere tra il sindaco peggiore d’Italia e un commissario, preferisco il primo. Perché con un sindaco si può interloquire, con un commissario viene meno la politica” ancora Coppola. Contrariamente, il capogruppo forzista Stanislao Lanzotti se ne tira fuori e resta in posizione di difesa: “sono stato eletto all’opposizione e devo rimanere coerente con il mandato“.

Nemmeno da considerare la posizione di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, da sempre contro ogni forma di sostegno a Palazzo San Giacomo. Regia deluchiana o meno, poche ore fa i consiglieri dem hanno ribadito che “quella di De Magistris è stata un’esperienza estremamente “civica”, ritrovandosi con un consiglio comunale ingovernabile e senza maggioranza“.