La tanto discussa partita di Torino finalmente si gioca e permette alla Juventus di ritornare seppur con fatica alla vittoria che le consente in un sol colpo di staccare il Napoli, di sorpassare l’Atalanta e di portarsi ad un solo punto dal Milan secondo in classifica. Un primo tempo senza esclusione di colpi, le squadre attaccano senza particolari ed esasperati tatticiscmi; la differenza la fa Chiesa che fa ammattire Hysaj e confeziona l’assist perfetto per Cristiano Ronaldo, dopo 13 minuti i bianconeri sono già avanti. Il Napoli ci prova ma incide poco, allo scadere del tempo Zielinski guadagna un rigore solare ma la squadra arbitrale decide in maniera diversa. La ripresa rappresenta nella quasi totalità del suo svolgimento un monologo azzurro spezzato di tanto in tanto da qualche ripartenza avviata da un indemoniato Chiesa. A 20 dalla fine entra Dybala al posto di Morata e l’argentino dopo 5 minuti con il suo mancino delicato non lascia scampo a Meret; ad un minuto dalla fine Mariani decide che sì, adesso il rigore si può dare e Insigne spiazza Buffon. Troppo tardi per un buon Napoli, Pirlo per il momento è salvo.

MERET 5,5: una parata soltanto, quando tra l’altro Chiesa però è già finito in off-side, quindi a gioco fermo. Migliorato con il pallone tra i piedi mentre in porta non trasmette mai la sicurezza che ci si aspetta da lui. E su un’uscita (come al solito rinunciata) fa venire i brividi.

DI LORENZO 6,5: nel primo tempo deve fare tutto da solo (perché Lozano è assente ingiustificato), nonostante questo Chiesa per essere decisivo deve spostarsi dall’altro esterno (leggi gol del vantaggio). Propositivo ma non gli viene concessa mai la possibilità di incidere se non ad inizio ripresa quando Buffon si oppone bene ma lui forse potrebbe fare meglio. Bravo quando impedisce a Ronaldo una comoda battuta a pochi passi da Meret, regge fino alla fine.

RRAHMANI 5: sul vantaggio bianconero gioca alle belle statuine perdendosi l’avversario (comprensibile visto che si trattava di uno che ha fatto mille gol in carriera…). In continua sofferenza alla sola vista del portoghese al quale concede un pericoloso pallone regalato per puro terrore, un comportamento che personalmente non tollero. Viene ammonito nelle battute finali per impedire a Dybala una pericolosa ripartenza.

KOULIBALY 5,5: non ci fa una bellissima figura sul gol del 7 juventino, dopo poco più di 20 minuti si fa ammonire e quindi è costretto a difendere con un’attenzione particolare. Qualche prepotente uscita dettata dall’orgoglio ma balla paurosamente alla ricerca di un’adeguata spalla.

HYSAJ 4,5: è uno che gioca sempre con grinta, dedizione, attaccamento, disciplina, tutto quello che ci volete propinare per convincerci che è un signor calciatore. E ogni giorno ci vogliamo anche sorbire il suo brillante procuratore che in una sorta di ricatto lascia intendere che l’albanese vuole andare via e che per lui rappresenta, a scadenza, un autentico assegno circolare (parole testuali). Ma uno che gioca sulla fascia e non affonda mai, non crossa, ci mette mezz’ora per portarsi il pallone sull’altro piede, risulta un tantino irritante: vabbè ma difende alla grande, mi direte! Ed invece il pupazzo di Scutari viene fatto a pezzi da Chiesa in maniera imbarazzante, da Cuadrado pure e quasi quasi anche il guardalinee ci fa un pensiero… Ci sarà sempre chi lo rimpiangerà, a me non mettetemi presente! Al suo posto MARIO RUI 6 che non ha molte possibilità di mettersi in mostra se non su un cross pericoloso sventato da Chiellini. La sensazione che da quel lato sarebbe servito più dell’albanese è però molto viva…

DEMME 5: cerca di fare il solito dettatore di tempi in mezzo al campo ma da subito capisce che non è serata e Bentancur soprattutto e Rabiot se lo mangiano. Talvolta viene messo in difficoltà dai compagni che gli servono pure qualche palla scabrosa e lui finisce terribilmente in confusione; quando esce, pensi che l’equilibrio possa andarsi a fare benedire, invece… Entra OSIMHEN 6,5 il quale fa rimpiangere la scelta di non averlo schierato dall’inizio. Tiene botta nei duelli fisici con i difensori avversari mettendoli sovente in soggezione, crea diversi grattacapi e si guadagna anche il penalty della speranza.

FABIAN RUIZ 6,5: trova sulla sua strada un Bentancur in forma smagliante ma non demerita e non sfigura neanche. Ha sempre il coraggio della giocata anche in mezzo a più gambe avversarie e conferisce alla manovra una qualità notevole. Per poco non trova il siluro del pareggio ma Buffon ribadisce che a 43 anni non è ancora un portiere normale. Al 90′ entra PETAGNA S.V.

ZIELINSKI 7: un primo tempo niente male ma senza squilli di tromba, si guadagna un rigore che il nuovo regolamento di serata non prevede esser fischiato prima dell’intervallo. Nella ripresa sale in cattedra e manda al manicomio costantemente la Juventus con le sue giocate d’alta scuola che hanno soltanto il demerito di non essere finalizzate a dovere in prima persona o dai compagni. Quando l’assetto del Napoli diventa ancor più offensivo si abbassa ma il suo rendimento non ne risente.

INSIGNE 6: troppo leggero nell’opposizione a Chiesa in occasione del vantaggio juventino quando Hysaj viene mandato a bere wisky e coca. Sempre nel vivo della manovra ma a parte una super giocata con un sinistro respinto da Buffon le sue scelte risultano spesso imprecise e poco efficaci. Dal dischetto è freddo e permette di avere minuti di speranza…

LOZANO 4: il miglior calciatore per rendimento della stagione torna a disposizione dal primo minuto proprio contro quella Juventus contro la quale nella gara d’andata si era infortunato. E, in tutta onestà, non è stata una combinazione fortunata per il Napoli che è stato tradito dal messicano, assolutamente il peggiore in campo per distacco tra tutti i calciatori scesi in campo (ex-equo con l’arbitro). Non vede mai la palla e quando ne entra in possesso (raramente) la consegna agli avversari in nome di un tacito fair-play; allora capisce che deve fare qualcosa per scuotersi (non l’avesse mai fatto) e per poco non gambizza Chiesa che intanto è finito già due metri fuori dal campo! C’è anche chi insiste per avere un misterioso rigore (i bianconeri e il brillante duo Sky noncuranti di un regolamento che parla chiaro!): al di là di queste piccolezze è un ectoplasma al quale Gattuso concede pure 10 minuti della ripresa, quando poi viene sostituito da POLITANO 6,5 tutta un’altra storia. L’esterno è un pericolo costante per la catena di sinistra bianconera e da quel momento Alex Sandro non oserà mai più varcare la propria trequarti, purtroppo non trova il guizzo e neanche l’adeguata collaborazione dei compagni.

MERTENS 5: la doppietta di Roma probabilmente aveva illuso quelli troppo innamorati del belga e quelli poco attenti ad una metamorfosi che ha privato a Dries di quella brillantezza, di quello smalto, di quella prontezza della giocata che lo ha sempre contraddistinto. Ed invece il folletto recordman del Napoli viaggia a velocità ridotta, rallenta le giocate offensive mettendoci un quarto d’ora per liberarsi della sfera o per decidere l’opzione da mettere in pratica; mentre ci pensa però già gli hanno tolto palla… Ad un quarto d’ora dalla fine al suo posto entra ELMAS 6 che si limita a presidiare la zona nevralgica del campo e smistare con velocità la sfera quando la squadra è catapultata in avanti per il serrate finale.

GATTUSO 5: è molto probabile che le nostre idee ormai divergano in maniera naturale e che poco interessano ai lettori ed ai tifosi in generale. Molto possibile anche la mia valutazione sempre poco incline ad elogiare il mister del Napoli possa apparire come prevenuta ed ormai figlia di una qualche antipatia mal celata. Tant’è che ancora una volta debba trovarmi ad analizzare dinamiche di gioco e scelte poco conformi alle mie idee: la scelta dell’albanese a sinistra mi ha sempre trovato e sempre troverà in disaccordo, soprattutto se su una corsia dove Hysaj diventa lo zimbello dell’avversario di turno. Non spingere sulla fascia, rinunciarci già concettualmente, significa esporsi all’offensiva costante dell’opposto e quando i laterali rispondono ai nomi di calciatori come quelli della Juventus tale scelta può essere letta e valutata con una semplice definizione: suicidio! Altri aspetti sono rappresentati dalla scadente condizione di Lozano (non siamo noi a seguire gli allenamenti), la rinuncia forzata ad Osimhen in luogo di un Mertens fantasma e l’ormai atavica becera prestazione del pacchetto arretrato. Si criticano, a ragione, le nefandezze dei singoli ad ogni partita: ma siamo sicuri si lavori bene durante la settimana a tali meccanismi?